Meningite: il punto della situazione

Continua la presenza di casi sporadici di meningite batterica, in particolare da meningococco di sierogruppo «C», sia in Veneto che in altre regioni in Italia come in ogni inverno,
il numero totale di casi di meningite è stabile negli ultimi anni ed anche quest’anno il numero dei pazienti di cui è pervenuta segnalazione non eccede l’andamento invernale
abituale.

Per quanto riguarda le meningiti da meningococco C si osserva negli ultimi due anni una diminuzione dei casi; non sono segnalati ulteriori casi associati al focolaio in Veneto dopo l’ultimo
segnalato il 3 del corrente mese.
Ad oggi, non risultano segnalati altri clusters epidemici.
La prevenzione della meningite da gruppo C, è affidata all’uso dello specifico vaccino coniugato, indicato quale misura di contenimento dell’infezione che, si ricorda, è presente
nella gola di persone asintomatiche che possono essere definite portatori sani, in oltre il 10% della popolazione generale.
La vaccinazione contro il meningococco C di particolari gruppi di popolazione è indicata soltanto in presenza di focolai epidemici quali quello veneto.
Non è indicata la vaccinazione di soggetti che si recano in zone italiane colpite da focolai epidemici.
La disinfestazione ambientale non è richiesta perché il meningococco C non permane nell’ambiente; analogamente, non vi sono motivi tecnici per sostenere la chiusura di scuole,
asili o altri ambienti comunitari ove abbia soggiornato una persona malata.
La profilassi antibiotica è efficace, ma va limitata ai contatti stretti del caso, che, oltre ai conviventi, includono chi ha dormito e mangiato spesso nella stessa casa del paziente
nonché le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con le sue secrezioni orali, ad esempio attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti.

Il trattamento è raccomandato anche per i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie durante l’intubazione endotracheale o la respirazione bocca a
bocca.
Al contrario, la chemioprofilassi, non è raccomandata per i contatti a basso rischio: cioè chi non ha avuto diretto contatto con le secrezioni orali, o ha avuto un contatto
esclusivamente con un contatto ad altro rischio, ma non con il caso indice (contatto indiretto).
I dettagli per la somministrazione della profilassi antibiotica sono nella Circolare Ministeriale n. 4 del 13/03/1998.

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