«Martedì nero» per la contraffazione

A Milano la Guardia di finanza ha arrestato 5 persone appartenenti a un’organizzazione di italiani e indiani di importazione e commercio di prodotti di abbigliamento contraffatti, in gran parte
provenienti dalla Cina, delle più note marche di vestiario tra cui Guru, Gucci, D&G, Richmond, Ralph Lauren, Prada, Napapijri, Moncler, Fred Perry, Nike, Diesel, Armani, Hogan,
Lacoste, Woolrich sequestrando quasi 90 mila capi contraffatti.

Sul fronte sanità, il ministero della Salute ha sequestrato 30mila set di piccoli dinosauri, di fabbricazione cinese, destinati al mercato italiano e venduti in edicola in allegato alla
rivista ‘Piccoli Cuccioli. ‘
‘Tali giocattoli – ha spiegato il Ministero – risultano contenere olio di creosoto e ftalati in concentrazioni vietate sul mercato europeo. Il set è stato ritirato dal commercio ma ne
sarebbero state vendute circa mille unità».
I consumatori che avessero acquistato tale articolo sono «invitati a restituirlo – conclude la nota del ministero – alle edicole in cui e’ avvenuto l’acquisto, per consentire il
definitivo smaltimento del prodotto».

Colpo grosso anche per la Compagnia della Guardia di finanza di Macerata che ha sequestrato 184.000 pezzi fra giocattoli, capi di abbigliamento, cosmetici e articoli elettrici contraffatti e
privi del marchio Ce, in un esercizio commerciale di Macerata, gestito da una cinese di 35 anni. La gran parte del materiale (172.944 pezzi) era costituita da prodotti per l’igiene della
persona, calzature per adulti e bambini e articoli di cancelleria. Tutti senza indicazioni di produzione, denominazione merceologica del prodotto e materiali di fabbricazione.
Ad Arezzo invece valori bollati per oltre 30 mila euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza 2 i denunciati. Questo il bilancio di un’operazione dei finanzieri della Brigata di
Sansepolcro.Le Fiamme Gialle, nel corso di alcuni interventi nei confronti di rivendite di generi di monopolio ubicate nel Comune di Sansepolcro hanno riscontrato che i valori bollati
distribuiti da due rivendite autorizzate recavano numeri di serie assegnati a marche da bollo già commercializzate. In particolare, le indagini hanno consentito di appurare che le
tabaccherie controllate avevano distribuito ai propri ignari clienti, negli ultimi mesi, marche abilmente contraffatte per migliaia di euro.

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