Marina di Massa: Tracima fosso e affonda l'agriturismo!

By Redazione

Marina di Massa: Esonda fosso e l’azienda agrituristica “Foscalino” di Marina di Massa affonda. Allagate serre, campi e strade. Le pessime condizioni meteo e la
grande quantità di acqua caduta tra la notte di martedì e mercoledì – ma forti sono ora le preoccupazioni se la pioggia non allenterà la sua foga
– hanno fatto traboccare il fosso principale tra Via Pandolfino e Via Arezzo (dove si trova l’azienda) mettendo a serio rischio coltivazioni e specie animali. Alcuni
migliaia di euro i danni stimati ad oggi. Inestimabili i danni all’ambiente.

Ed è polemica sull’approssimativa e inadeguata pulizia dei fossi gestita dalla Comunità Montana anche sulla costa che spinge Coldiretti, in questi giorni impegnata a
preparare la grande mobilitazione contro la Regione Toscana, a proporre e a metter in agenda, anche in sede regionale, come già aveva fatto in passato, l’affidamento delle
operazioni di pulizia e manutenzione dei fossi sulla costa direttamente alle aziende agricole che sono “le più preparate e interessate ad evitare situazioni di disagio e
pericolo per la collettività”. “E’ un disastro – sottolinea Vincenzo Tongiani, Presidente Provinciale Coldiretti – c’è un problema
molto serio di regimazione idrica da affrontare. E la bonifica non è una tassa, ma deve essere una risposta ad un problema. Le aziende e i privati pagano per avere un servizio
che in questo frangente non c’è stato. Al contrario – precisa il numero uno dell’organizzazione agricola – hanno subito un danno economico”.

Coldiretti propone nuovamente che siano le stesse aziende ad effettuare la pulizia e la manutenzione dei fossi. “Già un anno fa – spiega Tongiani – ci siamo mossi in
questa direzione e abbiamo ottenuto un accordo di massima e di principio con la Comunità Montana, che poi, all’atto pratico, si è concretizzano in un nulla. Oltre
tutto questo tipo di intervento è previsto dalla legge sulla multifunzionalità dell’imprese agricole. Gli imprenditori agricoli sono i più autorevoli
interlocutori in queste questioni perché hanno gli strumenti, i mezzi, conoscono il territorio e allo stesso tempo potremo dargli un piccolo incentivo economico per il loro
servizio contribuendo a mantenere presidi importanti anche nelle zone di costa”.

Ma il più ad essere arrabbiato, e diversamente non può essere, è Ilio Foscalino, storico operatore agrituristico marinello che si muove nei suoi terreni con stivali
e fa la conta dei danni. “Ho pagato 400 euro di tasse per far pulire i fossi – spiega da sotto l’ombrello mentre ci mostra quello che era un fosso – e mi ritrovo con
il fosso pieno e le serre allagate. Se piove ancora un giorno l’acqua arriverà anche in casa e nelle strutture per l’ospitalità che stanno a pochi passi dal
fosso e per fortuna non ho ospiti o mi avrebbero chiesto i danni. La pulizia l’hanno fatta ad agosto ma l’hanno fatta male e ho anche chiamato l’assessore Riccardo
Negrari della Comunità per fargli vedere cosa avevano combinato. E mi ha dato ragione ma tutto è rimasto così. L’erba e le piante sul ciglio del fosso sono
state tagliate e gettate dentro gli argini; in questo modo hanno innalzato il letto del fiume e reso impermeabile il terreno. E questo è il risultato”.

Il fosso che passa attraverso tante abitazioni e terreni agricoli tra il Viale Roma e il Viale della Repubblica è completamente tracimato e non si distingue più il terreno
dal letto del fiume. I tombini anzi che accogliere l’acqua la rigettano fuori mentre il viale d’ingresso all’agriturismo è un fiume in piena. Allagati anche i
contatori del gas. “Alcuni giorni dopo la pulizia – spiega ancora – i pesci sono morti e sono venuti a galla. E qui ce ne sono molti dalle carpe alle tinche.
L’acqua è diventata verde. Ora mi chiedo: non era meglio che facevo da solo come è successo in passato? Fare agricoltura è già molto difficile ma il
non essere messi in condizione di farla è desolante e frustrante”.

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