Manovra: ignorata la profonda crisi delle imprese agricole
16 Luglio 2010
Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime amarezza per un provvedimento nel quale non si sono trovate le risorse per fronteggiare due impellenti problemi: la fiscalizzazione degli oneri
sociali per le aziende delle zone svantaggiate e di montagna e il “bonus gasolio” per le serre. Ci batteremo perché alla Camera vengano apportate le opportune modifiche.
“La manovra finanziaria, che oggi al Senato ha avuto il voto di fiducia, ignora completamente la profonda crisi delle imprese agricole. Si sono trovati i soldi soltanto per premiare gli
splafonatori del latte. Nulla per ridurre gli opprimenti costi produttivi, contributivi e burocratici. C’era l’impellente necessità di una proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali
(che scade il prossimo 31 luglio) per le aziende delle zone svantaggiate e di montagna che assumono manodopera e della reintroduzione del ‘bonus gasolio’ per le serre. Governo e maggioranza
si sono ben guardati di dare le opportune risposte.
La situazione è drammatica. Per questo motivo la nostra mobilitazione sarà forte e decisa. Ci batteremo con energia affinché nella discussione alla Camera vengano inseriti
provvedimenti fondamentali per la stessa sopravvivenza di migliaia di realtà imprenditoriali agricole del nostro Paese”. Giuseppe Politi, presidente della Cia-Confederazione italiana
agricoltori, non risparmia critiche e punta il dito sul totale disinteresse nei confronti dell’agricoltura.
“In questi ultimi due anni -aggiunge Politi- abbiamo avuto la chiara dimostrazione di una assurda discriminazione del mondo agricolo. Verso i suoi annosi problemi c’è stato solo un
silenzio assordante. Il governo ha sempre fatto tante belle promesse, ma non ne ha mantenuta una. Basti pensare che con la legge finanziaria del 2010 l’agricoltura ha visto sottratte risorse per
un miliardo di euro. Il tutto in presenza di uno scenario allarmante per le aziende che non fanno i conti solamente con i costi alle stelle, ma anche con il verticale crollo dei prezzi
all’origine e con redditi praticamente falcidiati. Questo, tuttavia, sembra non interessare più di tanto. Allo stesso modo viene dimenticato che l’Italia è attesa da un difficile
confronto a livello europeo sulla Pac post 2013, che già la prossima settimana avrà un appuntamento molto importante con la Conferenza promossa dal commissario Ue Dacian Ciolos.
Andiamo a queste scadenze senza una strategia chiara e condivisa che doveva scaturire da una ampia discussione nel nostro Paese che, però, non c’è stata”.
“Attraverso la nostra mobilitazione, che non si concluderà certo con il sit-in a Roma del 22 luglio davanti alla Camera dei deputati, vogliamo che finalmente si accendano le luci sui gravi
problemi che opprimono l’agricoltura. Non si può continuare come è stato fatto fino ad ora. Bisogna cambiare e cominciare ad operare concretamente per un settore che altrimenti
rischia il tracollo. Per tale ragione riproponiamo con la massima determinazione la Conferenza nazionale, che rappresenta l’occasione ideale per delineare un vero progetto di sviluppo per le
campagne italiane e per l’agroalimentare nel suo insieme”.
Cia.it
Redazione NEWSFOOD.com + Web TV




