Manifesto del buon cibo italiano, da Legambiente e MDC
6 Novembre 2012
Un’etichettatura più chiara, regole comuni per origini ed informazioni alimentari, pene più severe per i falsari dell’alimentazione. Il tutto sarebbe gestito da un’Agenzia
nazionale e coordinamento dei controlli, responsabile dei rapporti con il pubblico e con l’EFSA, l’agenzia UE per la sicurezza alimentare.
Questi, in sintesi, le proposte del Manifesto del buon cibo italiano. A presentarlo, Legambiente e Movimento di difesa del Cittadino, che lo hanno reso pubblico durante il lancio del rapporto
“Italia a tavola 2012”.
Come spiegato da Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del cittadino, la nuova via del cibo deve iniziare dal cittadino, “Che riveste un ruolo fondamentale: chiediamo infatti
l’istituzione di uno sportello anticontraffazione a cui tutti i consumatori possano rivolgersi per segnalazioni e informazioni”.
Dietro allo sportello, la citata Agenzia, formata dai vari enti di controllo, comunicazione e ricerca sul rischio: tra i suoi compiti, i controlli per i falsari, con pene più severe
degli attuali, come ritiro della licenza in caso di reiterazione del reato e previsione di un sistema di tutela penale ad hoc.
E poi, i rapporti con l’Europa: in prima fila, quelli con l’EFSA che dovrebbe ridurre i conflitti d’interesse, in modo da “Produrre pareri a reale tutela della salute dei consumatori”.
Infine, non va dimenticato il problema dell’etichettatura: Legambiente e Movimento di difesa ritengono come il manifesto sostiene che il nuovo regolamento europeo in materia di etichettatura
potrebbe essere l’occasione per un riordinamento della normativa italiana in un Codice unico.
Matteo Clerici




