Valerio Onida, Nicolò Zanon, Giorgio Spaziani Testa, Vincenzo Saponara, Achille Colombo Clerici, Marilisa D’Amico, Vinicio Nardo in “Giovanissima e immensa”

Valerio Onida, Nicolò Zanon, Giorgio Spaziani Testa, Vincenzo Saponara, Achille Colombo Clerici, Marilisa D’Amico, Vinicio Nardo in “Giovanissima e immensa”
Valerio Onida, Nicolò Zanon, Giorgio Spaziani Testa, Vincenzo Saponara, Achille Colombo Clerici, Marilisa D’Amico, Vinicio Nardo in ““Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. – Libro di Achille Colombo Clerici
Milano, 3 gennaio 2021
“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.

                     Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Valerio Onida, Nicolò Zanon, Marilisa D’Amico:

Nel mezzo gli accademici quali Valerio Onida, Nicola Assini e Alessandra
Sandulli, Bernardo Secchi, il Politecnico con Paolo Portoghesi, Cesare
Stevan e l’Università degli Studi di Milano con Nicolò Zanon di Valgiurata
– divenuto in seguito giudice della Corte costituzionale – e la moglie Marilisa
D’Amico, per gli aspetti costituzionali, Francesca Zajczyk e Guido Martinotti,
per quelli sociologici; la Commissione edilizia di Lorenzo Forges Davanzati,
Raffaele Pugliese, Leonardo Mariani Travi, Alessandro Buccellati, Antonio
Faranda, Maria Grazia Curletti, Enrico Zanicotti, il Coreco di Felice Besostri.
Un serio apporto al dibattito venne fornito dall’Ordine degli Ingegneri,
presieduto da Gianfranco Agnoletto, dal Collegio degli Ingegneri e degli
Architetti, sotto la presidenza di Edoardo Bregani e di Vittore Ceretti, e dal
“Collettivo” di Achille Sacconi, Novella Sansoni, Alessandro Tutino, Mario
Silvani, Gio Vercelloni, Alfredo Viganò, Marco Engel, Fredi Drugman.
Senza dimenticare Maurizio Galimberti Faussone di Germagnano, Alberto
Lunghini della FIABCI e Federico Filippo Oriana di Aspesi.
La legge Bucalossi del 1977 sulla questione sembrava aver tagliato la testa
al toro.
Se sostituiamo alla licenza edilizia la concessione, significa che abbiamo
realizzato perfettamente lo “scorporo” del jus aedificandi dal diritto di
proprietà delle aree: se è il comune a concederlo, non inerisce più alla proprietà.
Cioè non esiste più per nessuno.
Il problema non si risolse ovviamente in questi termini poiché la Corte
costituzionale concluse che, non essendo mutato alcunché nella sostanza,
perché i vincoli restavano tali per alcuni e gli indici volumetrici pieni premiavano altri, quella della concessione comunale o meno era una questione
puramente terminologica. E allora, punto e a capo.
Nel frattempo, dal dark year, il 1978 – funestato tra l’altro dalla morti di Aldo
Moro, del Papa Paolo VI e del Papa Albino Luciani, e agitato dalle dimissioni
del presidente della Repubblica Giovanni Leone, ingiustamente travolto dallo
scandalo Lockheed-Antelope Cobbler – è pure in vigore la legge sull’equo canone, passata sulla testa…
FOTO: Valerio Onida, Niccolò Zanon, Giorgio Spaziani Testa, Vincenzo Saponara, Achille Colombo Clerici, Marilisa D’Amico, Vinicio Di Nardo

Redazione Newsfood.com
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