Maurizio Lupi e Pierluigi Mantini nel libro “Giovanissima e immensa”.

Maurizio Lupi e Pierluigi Mantini nel libro “Giovanissima e immensa”.

Maurizio Lupi e Pierluigi Mantini nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. di Achille Colombo Clerici

 

Milano, 4 gennaio 2021

 

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.

Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.

                     Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Maurizio Lupi e Pierluigi Mantini:

 

Per tanti anni Milano ha promosso, sollecitato, propiziato una continua

revisione della normativa nazionale. Si è dunque assistito a un susseguirsi di

norme innovative, di fughe in avanti alla ricerca di un superamento di fatto

di quel regime urbanistico che finiva per trasformarsi in uno strumento

troppo rigido per esser utile.

Fughe in avanti, spesse volte rientrate e strumenti urbanistici che son

stati delle meteore vere e proprie come i PPA (Programmi pluriennali di

attuazione) e i PIO (Piani di inquadramento operativo).

Ma si trattava di un percorso a ostacoli.

Pierluigi Mantini, la moglie Fania e Adriana Cavaliere con Achille Colombo Clerici

Quando nel 2006, forti dell’esperienza della Legge Urbanistica della Regione

Lombardia, approvata l’anno prima, i parlamentari Maurizio Lupi e

Pierluigi Mantini presentarono, in modo bipartisan, i “principi del governo

del territorio” che avrebbero dovuto informare la tanto auspicata riforma

della legge urbanistica nazionale, sintetizzarono questi ostacoli negli antichi

“idola” dell’urbanistica tradizionale: piani iperprescrittivi, espropriazioni,

vincoli diffusi e puntuali, e standard localizzativi.

I nuovi principi stavano appunto nella flessibilità, nella sussidiarietà,

nella perequazione, nella contrattazione e nella compensazione.

La storia di questa evoluzione del pensiero in urbanistica è lunga. La sua

origine risale ancora agli anni Settanta del Novecento, allorché ci si rese

conto che il binomio vincoli espropriativi o di inedificabilità assoluta e asservimento all’uso pubblico non poteva esser il perno sul quale far ruotare

lo sviluppo moderno delle città.

Insomma, come si poteva conciliare luso pubblico dei suoli privati con la

discrezionalita delle scelte comunali, senza metter in atto inique sperequazioni?

Ad un cittadino toccava ledificabilità e allaltro, viceversa, toccava di subire

lesproprio per pubblica utilità o il vincolo di inedificabilità, a seconda di quanto piacesse al Comune. Come ci si poteva difendere dal pennarello dellurbanista?

Si trattava, in fondo, proprio dell’annosa questione del regime stesso dei

suoli: se l’ordinamento riconosceva, come connaturato al diritto di proprietà

del suolo il jus aedificandi, ogni espropriazione, che lo avesse toccato,

sarebbe risultata eticamente iniqua.

Proprio il Jus come insegnava Luigi Annibaletto, il grande grecista e latinista,

perché quella “J” in latino ha suono consonantico. Di fatti si dice giusnaturalismo.

Quel diritto bisognava o eliminarlo per tutti, o riconoscerlo a ciascuno.

Sul tema si formarono, con varie sfumature di pensiero, diverse “cordate”

cultural-politiche.

La scuola socialista con Achille Cutrera, Fortunato Pagano, Mario Viviani,

Giovanni Baccalini, Antonio Belvedere, quella comunista con Giorgio

Morpurgo e Maurizio Mottini e quella liberale di Giangaleazzo Stendardi,

seguito dal figlio Luca, e Bruna Vanoli Gabardi. Fondamentale il

convegno, tenutosi all’Università di Urbino dal 1 al 3 ottobre del 1979, sul

tema “La proprietà privata immobiliare”, nel quale si affermò la indissolubile

correlazione fra proprietà immobiliare e libertà.

L’orientamento democristiano – interpretato da Giuseppe Sala junior,

Filippo Hazon, Achille Colombo Clerici, Luigi Venegoni, Agostino Giambelli,

Ferdinando Passani, Carlo Bianchi, Pier Giuseppe Torrani, Gianni

Verga, Pierluigi Roccatagliata, Pietro Giulio e Giovanni Bosisio, Urbano

Pierini, Cesare Butté, Andrea Villani, Ernesto Viganoni, Michele Palma e

Ferruccio Cerutti, Marcello Quadrozzi, Paolo Favole – e raccolto dalla rivista

“Città e Società”, diretta da Lorenzo Ornaghi, che poi sarebbe divenuto

rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

 

FOTO cover: Maurizio Lupi con Achille Colombo Clerici

 

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