Malnutrizione, MSF accusa: “Pochi soldi spesi e sistema inefficiente”

Malnutrizione, MSF accusa: “Pochi soldi spesi e sistema inefficiente”

L’Italia fa troppo poco per combattere la fame e la malnutrizione nel mondo. A sostenerlo è Medici Senza Frontiere, presentando il rapporto “Malnutrizione? Quanto è stato speso”,
sorta di preludio al vertice FAO sulla sicurezza alimentare che si terrà a Roma dal 6 al 18 novembre a Roma.

Msf spiega come il governo di Roma dal 2004 al 2007 abbia destinato contro tale emergenza 0,1 milioni di dollari l’anno: un totale 0,4 milioni di dollari, sorta di goccia in un deserto di
affamati che tocca 36 Paesi ma che potrebbe presto comprenderne alti 16 a rischio.

Più in dettaglio, gli esperti di Msf ricordano come ogni anno muoiono 3,5 milioni di bambini sotto i 5 anni ed, a fronte dei 12,5 miliardi di dollari necessari, ne vengono stanziati solo
350 milioni.

E le conseguenze sono gravi e differenziati.
In prima fila, la malnutrizione porta debolezza fisica, problemi nell’apprendimento e disabilità gravi e permanenti. Inoltre, la mancanza di risorse sufficienti indebolisce il sistema
immunitario, favorendo l’azione di malattie come AIDS, morbillo e malaria.

E soggetti specifici hanno bisogno di terapie particolari.
I bambini under 5, ad esempio, necessitano di vitamina A, di zinco a scopo terapeutico e anti-diarroico, insieme a multivitamici e medicinali vermifughi. Per i loro colleghi tra 6 mesi e 2
anni, sono fondamentali cibi ad alto valore nutrizionali: ad esempio, pasta di arachidi e latte. Le donne incinte, infine, devono essere trattate con integratori di acido folico e ferro,
insieme al sodio o capsule di olio iodizzato.

Ma secondo alcuni esperti, la prima mossa deve essere cambiare il sistema degli aiuti.

Spiega Nathalie Ernoult, esperta di nutrizione e curatrice della Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali di Msf: “È necessario differenziare l’offerta di cibo che viene inviato nei
Paesi dove è presente la malnutrizione; negli anni si è capito che inviare cereali senza latte, ad esempio, non è sufficiente ma mancano i fondi per diversificare e
soprattutto l’organizzazione. Il sistema è dunque da ripensare a livello globale. Serve un coordinamento e una progettazione comune. Insieme a 12,5 miliardi di dollari “cash”.

Matteo Clerici

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