L’Adoc applaude la Polizia per l’impegno dimostrato nella lotta allo stalking

L’Adoc applaude la Polizia per l’impegno dimostrato nella lotta allo stalking

Roma – A sei mesi dall’introduzione della legge sullo stalking sono 520 gli arresti eseguiti dalla Polizia di Stato e poco meno di tremila le persone denunciate. L’Adoc plaude all’impegno
delle Forze dell’Ordine e si dichiara pronta a collaborare con queste nella lotta allo stalking e al bullismo.

“Apprezziamo enormemente l’impegno profuso dalla Polizia di Stato nella lotta allo stalking – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – concretizzatosi con oltre 500 arresti e poco meno di
3000 denunce. L’Adoc, dall’apertura del suo sportello online, ha assistito circa 500 casi, tra cui episodi di bullismo, persecuzioni online e condominiali. Tre fenomeni cresciuti
vertiginosamente e, purtroppo, ancora sottovalutati. Al contrario, presentano preoccupanti risvolti sociali. Per questo siamo disponibili a collaborare con le Forze dell’Ordine per fermare il
ripetersi di tali episodi, anche con l’attivazione di campagne condivise con Enti nazionali e locali per l’informazione e l’educazione in materia, fin dalle prime classi della scuola, dove
già sono presenti episodi di bullismo. Il bullo di oggi potrà essere lo stalker di domani, è bene quindi evitare l’insorgere di tale possibilità e fermare la
diffusione del fenomeno stalking e del bullismo stesso.

L’Adoc sottolinea anche la sua disponibilità di consulenza a chi ha paura di poter diventare uno stalker.

“Dalle rilevazioni finora effettuate, risulta che il 22% delle persone che si sono rivolte allo sportello online sono proprio stalker – continua Pileri – molti persecutori non sanno di esserlo,
e ci chiedono se loro azioni da ritenersi un reato o meno, prima che la loro paura di diventare dei persecutori si trasformi in realtà. Il 95% degli stalker sono persone normali, che non
presentano nessuna patologia psichica grave. C’è quindi una difficoltà a rendersi conto di essere un persecutore. In questo senso è molto importante il lavoro svolto dal
nostro team di psicologi, vicino alle vittime e ai persecutori. E’ necessario porre l’attenzione non solo sul fattore punibilità del reato ma anche sulla sua prevenzione. E’ importante
far sviluppare questa cultura nei cittadini, far capire loro che determinati comportamenti sono sbagliati o possono costituire reato, al fine di far ravvedere per tempo le persone che si
comportano in tale maniera”.

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