Malnutrizione, la malattia silenziosa d’Europa

Malnutrizione, la malattia silenziosa d’Europa

Può suonare ironico nell’Europa Occidentale, alle prese con problemi d’eccesso di cibo, ma esiste un problema malnutrizione.

A fare il punto su tale emergenza, silenziosa ed altrettanto pericolosa, i membri della Espen, la Società Europea di Nutrizione Clinica e Metabolismo, riuniti a Vienna per un congresso.

I numeri sono drammaticamente eloquenti: gli europei senza abbastanza cibo sono 30 milioni, per curare i quali si spendono 170 milioni di Euro.

Il dottor Maurizio Muscaritoli, presidente della Società Italiana di Nutrizione artificiale e Metabolismo (SINPE) descrive così la situazione: “Chi viene ricoverato in ospedale
è malnutrito nel 30-50% dei casi . In clinica le cose non migliorano: vuoi per le terapie, vuoi perché la qualità e gli orari dei pasti non sono graditi ai pazienti, in
media all’uscita dall’ospedale la percentuale di soggetti malnutriti può arrivare fino al 75%. Da anni siamo inchiodati a questo dato ed è arrivato il momento di reagire,
perché la malnutrizione per difetto dilaga, ma è ampiamente sottovalutata dalle Istituzioni e non viene né prevenuta, né curata”.

A volte, la malnutrizione viene aggravata da altre condizioni: diabete, ipertensione, tumori e insufficienza renale, oppure semplicemente dall’età avanzata.
Proprio gli anziani sono tra i soggetti ad alto rischio “Perché sono soli, trovano difficoltà a prepararsi pasti corretti, hanno pochi soldi e finiscono per acquistare alimenti
scadenti dal punto di vista nutritivo”, come spiega il dottor Muscaritoli.

Per combattere il problema malnutrizione, la SINPE (in accordo con l’European Nutritional Health Alliance e le istituzioni UE) ha promosso “Fight against malnutrition”, una serie di iniziative,
iniziata a giugno 2008 ed attive per i prossimi tre anni.
Tra gli obiettivi da raggiungere, spiega Muscaritoli: “Rompere il circolo vizioso per cui si arriva malnutriti all’ospedale e si torna a casa in condizioni peggiori: per farlo, ad esempio,
stiamo cercando di fare in modo che nella cartella clinica di qualunque ricoverato venga prevista una sezione in cui si riferisce il rischio di malnutrizione del paziente e si valuta il suo
stato nutrizionale. Poi, bisognerebbe controllare se e quanto mangiano i malati durante il ricovero. E non mancheranno informative, ad esempio nelle scuole”.

Alla SINPE spiegano come nel 2010 verrà tracciato un bilancio della campagna anti-malnutrizione: se l’incidenza de problema sarà stato ridotta almeno del 10%, tale rendiconto
sarà positivo.

Matteo Clerici

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