Maiani: «Napoli fondamentale per la ricerca nazionale»

By Redazione

Napoli – Il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, professore Luciano Maiani, ha cominciato da Napoli l’annunciato giro di visite nelle sedi territoriali della rete
scientifica del Cnr, il prof Maiani si è recato oggi all’Area della Ricerca di Via Pietro Castellino di Napoli, mentre nel pomeriggio è intervenuto al ‘Seminario nazionale sulle
indicazioni per la didattica della scienza’ in corso presso il Museo della Scienza partenopeo.

Al Seminario, Maiani ha definito la situazione della cultura di base studentesca nelle materie scientifiche e in matematica «a dir poco preoccupante. Il problema non è solo
italiano e affligge anche Paesi di grande tradizione nella ricerca, come Germania e Stati Uniti, dove però sono state adottate delle contromisure che stanno già producendo
risultati positivi. E’ la dimostrazione che la deriva ascientifica dei nostri giovani può essere invertita». In particolare, «è importante orientarsi sui ragazzi dagli
8 ai 14 anni, una fascia d’età durante la quale, come dimostrano alcune recenti ricerche, si formano le convinzioni che poi portano ad affrontare le future scelte universitarie e
professionali».

«E’ questa, la prima di una serie di visite che intendo programmare per conoscere ‘da vicino’ tutte le realtà dell’Ente», ha spiegato il presidente. «Non credo infatti
che si possa dirigere una realtà così complessa e articolata chiudendosi nei propri uffici. Certo, l’incontro napoletano di oggi non è stato esaustivo, e mi riprometto di
tornare per conoscere personalmente i ricercatori dell’area, di cui oggi ho visto una rappresentanza».
L’Area della Ricerca di Napoli è una delle più rilevanti nell’articolazione delle strutture del Consiglio Nazionale delle Ricerche: circa 20 mila metri quadrati di superficie
coperta tra laboratori e servizi, circa 300 dipendenti strutturati fra ricercatori, tecnici ed amministrativi e almeno 400 giovani a vario livello di formazione o con contratti a termine.
L’Area – che in passato ha ricevuto anche la visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – ha la caratterizzazione di un Polo Biotecnologico, che nel futuro sarà sempre
più pregnante.

«Considero quest’Area una realtà importante in un settore disciplinare fondamentale per lo sviluppo italiano, e intendo operare affinché tale ruolo sia sempre più
riconosciuto a livello nazionale», ha detto il prof. Maiani, al quale il prof. Mosè Rossi, direttore uscente dell’Istituto di biochimica delle proteine (Ibp), ha rappresentato
l’esigenza di maggiori certezze per i numerosi precari dell’area. «Ho già preso contatto con i presidenti di altri enti di ricerca – ha risposto Maiani – poiché tale
problema ci accomuna tutti. Il mio intento è di pervenire ad una posizione comune da presentare al prossimo Governo per affrontare e sciogliere un nodo che rischia di strangolare la
ricerca italiana». Federico Rossi, vice presidente del CNR, ha sottolineato come tale problema affligga in misura maggiore quello che è il maggiore Ente di ricerca pubblico
italiano, con più di 1.200 ricercatori in attesa di strutturazione».

Durante la giornata, il presidente del CNR, accompagnato da Giuseppe Martini, direttore del Dipartimento Scienze della Vita, ha incontrato, tra gli altri, Catello Polito, direttore uscente
dell’Istituto di Genetica e biofisica (Igb), i direttori dell’Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo (Issm), Paolo Malanima, dell’Istituto per l’ambiente marino e costiero
(Iamc), Ennio Marsella, dell’Istituto di Biologia Agro-Alimentare e Forestale (Ibaf), Giuseppe Scarascia Mugnozza. Hanno infine partecipato agli incontri i responsabili delle sezioni napoletane
dell’Ibaf, Ferdinando Iannuzzi, dell’Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni (Icar), Giuseppe de Pietro, dell’Istituto di Studi Giuridici Internazionali (Isgi), dell’Istituto per la
Microelettronica e Microsistemi (Imm), Ivo Rendina, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo «Mauro Picone» (Iac), Umberto Amato.

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