Luca Beltrami Gadola in “Giovanissima e immensa”
18 Gennaio 2021
Luca Beltrami Gadola in “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. Libro di Achille Colombo Milano, 18 gennaio 2021“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano. Nelle librerie da Natale.Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Luca Beltrami Gadola:
Dove sta andando Milano?«Dove sta andando Milano è difficilissimo dirlo. – risponde di getto Luca Beltrami Gadola –. Quello che si può dire è che ha sofferto moltissimo della crisi. Soprattutto in termini di occupazione e quindi consumi. I segnali più forti sono stati le chiusure di moltissimi negozi anche in vie commercialmenteimportanti del centro. Via Mazzini, i dintorni di piazza del Duomo…Ho letto che anche il quadrilatero d’oro perde colpi, anche il consumo dell’extralusso comincia a calare. I ricchi ci sono sempre però potrebbero avere delle resipiscenze di tipo morale a far vedere che spendono e spandono.Un’ondata di calvinismo di ritorno. In Paesi come la Svizzera o la Germania queste ostentazioni che si sono viste qui non ci sono mai state. Devo dire che Milano, nonostante tutto, per merito di Manfredi Catella, ha cambiato volto e buttato molto il cuore oltre l’ostacolo.Non parliamo di City Life, un investimento scriteriato che sta a dimostrare come nel mondo dell’edilizia la capacità di capire il mercato sia mancata totalmente. I segnali c’erano già tutti.Sono cose che dicevo già quattro anni fa. Quando l’economia rallenta perché gli effetti si vedano sull’edilizia occorre tempo. Bisognerebbe che l’edilizia si liberasse della componente finanziaria che l’ha travolta negli ultimi tempi e che cominciasse a fare i conti con un vero mercato.»Che cosa intendi per finanziarizzazione dell’edilizia?«C’è stato un periodo in cui le banche finanziavano personaggi che non dovevano assolutamente essere finanziati. L’intreccio tra mondo della finanza meno serio e consigli di amministrazione delle banche è diventato furibondo. A un certo punto questa gente ha iniziato a crollare. Allora ilproblema diventava trovare di volta in volta un cavaliere bianco pronto a salvare le operazioni immobiliari.Il cavaliere bianco andava in comune e diceva: “Mi faccio carico dell’operazione, però dovete darmi in cambio cubatura in più”. Il comune, che attraverso gli oneri di urbanizzazione finanziamolte delle sue spese, diceva di sì. Il risultato qual è stato? Si sono tenute artificiosamente in piedi molte operazioni e a un certo punto si è capito che non potevano stare in piedi.»Abbiamo compreso il giudizio su City Life, ma sull’operazione di Porta Nuova? Anche qui si è verificato uno scollamento? Un errore di analisi?«La gente è uscita dalla città perché i comuni fuori Milano offrivano una qualità di vita migliore. Perché l’asilo è più vicino, c’è più verde e così via.Però continuava a lavorare a Milano e questo pendolarismo costava caro. Tempo, denaro, fatica fisica eccetera. Allora Masseroli – ricordo – ha detto:“Facciamo tornare a Milano quelli che se sono andati”. Chi aveva comprato casa fuori avrebbe dovuto vendere per tornare a Milano e quel mercato era zero…
FOTO.
– Dibattiti alla Festa dell’Unità di Milano: Franco Mirabelli, Luca Beltrami Gadola, Achille Colombo Clerici
A questo link la rassegna stampa sempre aggiornata su:
“Giovanissima e immensa” (Clicca qui)
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