Bona Borromeo Arese nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal

Bona Borromeo Arese nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal

By Giuseppe

Bona Borromeo Arese nel libro “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal – Libro di Achille Colombo Clerici

Milano, 15 gennaio 2021

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.

Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.

 

                     Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla dell’incontro con Bona Borromeo Arese:

 

La metropolitana e Michelangelo

Con Bona Borromeo Arese, nel palazzo di famiglia in via Borromei, si parla di solidarietà, in particolare del suo ruolo di presidente dell’AIRC, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro.

«Ho cominciato a occuparmi di cose milanesi all’Ambrosiana, poi in un’altra associazione che si chiamava la Tazzinetta benefica. Nel corso della mia vita ho seguito tante cose in cui erano coinvolti i Borromeo.

Per esempio l’Istituto dei Tumori. Loro hanno partecipato, credo, alla fondazione dell’Istituto. Ho iniziato subito, quando ero una giovane sposa. Mia suocera mi ha inserita tra le vincenziane.

In quel periodo svolgevamo attività di volontariato nei pellegrinaggi degli ammalati sui treni per Lourdes. Mia suocera dirigeva l’assistenza. Il viaggio durava due giorni…».

Un viaggio della speranza e della disperazione, con tutti i malati a bordo…

«La gente disperata rimane a casa. Questo era un viaggio della speranza…

Ero abituata a queste fatiche anche perché nella mia gioventù per undici anni avevo fatto la crocerossina in via Pucci con la signora Rigà.

E come crocerossina venivo messa nel treno dei malati gravi. A volte ti fanno perdere la pazienza e ti verrebbe voglia di farli fuori. Quando mia suocera è mancata nel 1972 – io mi ero sposata nel ’58 – mi sono trovata proiettata nel suo ruolo e sono diventata braccio destro di mio suocero.

Nell’85 Guido Benossa mi ha convinta a entrare nell’AIRC. Esattamente 30 anni fa. Da allora sono il presidente dell’AIRC Lombardia e sono vicepresidente nazionale. Il mio lavoro è quello di cercare di raccogliere fondi per finanziare la ricerca.»

E come la risposta della societa?

«Ah, la risposta della società è fantastica. Almeno io parlo della realtà lombarda, la realtà delle altre regioni le conosco molto meno. Del resto il cancro è una patologia che tocca da vicino molte famiglie.

La ricerca ha fatto passi enormi. In casa mia, mio suocero è morto di tumore, mia suocera è morta di tumore, mio padre è morto di tumore, i miei fratelli sono morti di tumore, mio marito è morto di tumore… AIRC è fortissima come associazione. Conta 1.200.000 soci a livello nazionale.

Raccoglie più di 100.000.000 di euro all’anno che passano automaticamente alla ricerca.

Poi è molto bene organizzata perché Guido Benossa e i due medici che l’hanno fondata, Umberto Veronesi e Beppe Della Porta, sono stati molto lungimiranti. Il comitato di presidenza della ricerca è affiancato da un comitato scientifico internazionale in modo che tutti i progetti scientifici siano valutati da professori in Francia, America, Inghilterra e così via. Perché si aveva la paura delle baronie.»

Quali sono i canali di raccolta fondi?

«Ci sono quattro manifestazioni ufficiali. Si comincia in inverno con le arance. A maggio per la festa della mamma ci sono le azelee. A settembre, i cioccolatini. A novembre e dicembre i giorni della ricerca. Inoltre ogni consigliere in genere viene spronato a organizzare qualcosa di meno importante.

Eventi privati ed eventi pubblici. Gare di golf, corse podistiche, tombole… Esistono diciassette comitati a livello regionale. In Lombardia oltre a Milano c’è il comitato di Brescia con l’attivissima signora Gnutti. A Varese la Litta Modignani…».

Ti capita spesso di andare a Roma?

«Ho un’amica carissima che abita a Roma e allora sono andata ospite da lei adesso e nel passato e io devo dire – forse non si deve dire quello che sto per dire… – che Roma è molto provinciale… È stupenda, è stupenda, ma non per lavorarci. Anche come pulizia è peggio di Milano. Inoltre ci sono tutte queste vecchiette che mantengono i gatti in largo Argentina…»

 

 

FOTO cover: Bona Borromeo Arese con Achille Colombo Clerici

 

 

A  questo link la rassegna stampa sempre aggiornata su:
“Giovanissima e immensa” (Clicca qui)

Vedi anche:

  • GIOVANISSIMA E IMMENSA. RITRATTO DELLA NOSTRA SOCIETA’ ALLE SOGLIE DEL “NEW NORMAL” – Milano- Libro strenna Natale 2020

    13 DICEMBRE 2020 – La più recente fatica letteraria di Achille Colombo Clerici… Leggi tutto

     

Redazione Newsfood.com
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