Limone di Sorrento e castagna di Montella: gli aromi della birra in Campania
8 Marzo 2013
La Birra artigianale arriva in Campania: e se la base è il malto d’orzo coltivato in loco, gli aromi sono particolari, come la Castagna di Montella od il limone di Sorrento.
La regione del Sud accoglie il Programma di sviluppo rurale (Psr), dove l’amore per la filiera si lega a precise considerazioni economiche. La Birra è infatti settore resistente alla
crisi: nel solo 2011, la Campania ha visto 3 milioni di consumatori per un milione di ettolitri di birra (dati Ispo-AssoBirra).
Per ottenere il massimo, la filiera della birra campana si è costituita nell’Associazione Microbirrifici o A.Bi: sette imprese (Aeffe, Birra Maneba, Birrificio dell’Aspide, Birrificio
Irpino, Birrificio Sorrento, Karma, Maltovivo) ed una malteria (Agroalimentare Sud). Sua anima, la promozione di malto italiano e cereali campani nella produzione
E poi, i già citati aromi: il Birrificio Sorrento punta sugli agrumi cittadini, tanto il limone IGP quanto l’arancia. Nelle terre d’Irpinia, si punta invece sulla castagna, dall’aroma
più forte e deciso. Gusti regionali ma con un occhio all’estero. Nel 2012, la birra campana ha visto salire i profitti anche grazie all’esplosione dell’export.
Comunque, sia le reazioni di mondo imprenditoriale e politico sono positive.
Daniela Nugnes, consigliere delegato per l’Agricoltura della Regione Campania: “E’ una sfida, che gli imprenditori hanno saputo cogliere, mentre il dovere delle istituzioni è di creare
nuove opportunità in cui investire. E la coltivazione dell’orzo distico, da cui si produce il malto, é una di queste. Anche il luppolo rappresenta una coltura che, nella nostra
regione, potrebbe essere avviata con successo”.
Giuseppe Schisano, presidente dell’Associazione Microbirrifici: “Vogliamo produrre birra di qualità per promuovere la cultura birraia della nostra regione. Le organizzazioni
professionali agricole hanno dato la loro disponibilità ad affiancarci in questo percorso e così se andiamo avanti tutti insieme possiamo portare sviluppo all’agricoltura della
regione”.
Matteo Clerici





