Libera e Gruppo Abele: contro la corruzione, firma anche tu
8 Dicembre 2013
Milano, 8 dicembre 2013, Festa dell’Immacolata
Giuseppe Danielli
Quando una vigna viene colpita da una grave malattia, dopo che i vari tentativi di salvare le viti sono miseramente falliti, non resta altro da fare che sradicare il tutto.
La vigna Italia non è in queste condizioni perchè non è malata come sembra. E’ trascurata, sfruttata! I vari “gestori responsabili” pensano unicamente a mangiarne i
frutti che vengono raccolti dalla gleba dei nuovi cortigiani. Loro stessi sono solo interessati a trovare una pensione d’oro (pardon: sistemazione) a palazzo.
E’ interesse di tutti riportare la vigna in piena salute. Se non lo fanno i castellani, dobbiamo farlo noi per dovere e per lasciare un futuro ai nostri nipoti. Togliamo rovi e sterpaglie,
zappiamo e potiamo a dovere. Evitiamo di dare veleni e/o “droghe” inutili. Ricordiamoci che la vigna ci dà i suoi frutti ma non è nostra (non è di nessuno) e quindi è
giusto portare una parte del raccolto a chi ha il compito di governare il Paese. Se però costui e i suoi sottoposti sono incapaci e disonesti, non bisogna fare altro che buttarli
giù dalla torre del loro castello.
Libera e Gruppo Abele sono un esempio di cosa si deve fare per aiutare la vigna Italia a ritornare ad una condizione più vivibile, più rispondente ai Principi Fondamentali della Costituzione Italiana: Princìpi ormai sotterrati e dimenticati. Princìpi che la maggior
parte dei politici e uomini di Legge, sanno recitare a memoria ma ne ignorano volutamente il senso:
Art. 1- L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La
sovranità appartiene al popolo…
Art. 2 – La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo...
Art. 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge…
Art. 4 – La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro…
…………..
Non è dai vertici delle Istituzioni, da chi comanda la stanza dei bottoni, che soffierà quel vento di cambiamento che molti aspettiamo da tempo.
Per uscire dalla crisi economica, dobbiamo prima uscire dalla sindrome del Dio Denaro.
Non servono nuove Leggi, basterebbe farle rispettare “cum grano salis” e un po’ di Umanità.
Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com
Se si riuscisse a mettere un po’ d’ordine nella Sanità, sarebbe già un bel passo avanti…
Inizio messaggio inoltrato:
Oggetto: Libera presenta la fotografia delI’Italia delle 237 aziende sanitarie trasparenti
Data: 08 dicembre 2013 12:23:12 CET
Roma, 8 dicembre 2013 Comunicato Stampa
Salute – Obiettivo 100%
Nuova iniziativa della campagna “Riparte il futuro” promossa da Libera e Gruppo Abele per aziende sanitarie trasparenti
Monitoraggio su tutte le 237 aziende sanitarie in Italia per verificare l’applicazione di strumenti per contrastare la corruzione e facilitare la trasparenza
Basilicata e Friuli Venezia Giulia le regione più virtuose
Molise, Sardegna, Marche, Calabria e Campania le meno trasparenti
www.riparteilfuturo.it
Al via la petizione di Libera e Gruppo Abele per Aziende sanitarie trasparenti
e, per la prima volta in Italia, prende il via “monitoraggio civico” per verificare online lo stato di trasparenza della sanità pubblica in ogni singola Regione.
Un monitoraggio “civico” continuo per conoscere lo stato di trasparenza della sanità pubblica nel nostro paese, partendo dalle aziende sanitarie in ogni singola regione.
Salute: “obiettivo 100% per Aziende sanitarie trasparenti” è la nuova iniziativa della campagna “Riparte il futuro” (promossa da Libera e Gruppo Abele) in occasione della Giornata mondiale
contro la corruzione, che si celebrerà domani 9 dicembre. La legge 190/2012 prevede che tutti gli enti pubblici, aziende sanitarie comprese, si dotino di strumenti per contrastare la
corruzione e facilitare la trasparenza. Le Aziende sanitarie sono quindi tenute, entro il 31 gennaio 2014, insieme ad altri adempimenti, a nominare il responsabile locale anticorruzione, a
pubblicare online il Piano triennale anticorruzione e a fornire informazioni complete sui vertici dell’organo di indirizzo politico (direttore generale, direttore sanitario, direttore
amministrativo).
La campagna Riparte il futuro monitora lo stato di applicazione di questi tre parametri nelle 237 aziende sanitarie italiane, attribuendo un peso percentuale specifico ai diversi parametri presi
in esame, in modo da arrivare a un punteggio unico e sintetico, partendo da una ricerca svolta dalla rete “illuminiamo la salute” promossa da Agenas.
La prima fotografia del monitoraggio di Libera e Gruppo Abele (aggiornato al 15 novembre 2013) presenta luci e ombre, tenendo conto che i dati sono in continua evoluzione visto che c’è
ancora più di un mese per adeguarsi alla norma. Basilicata (76% ) e Friuli Venezia Giulia (69%) sono le regioni più virtuose per la trasparenza nelle singole aziende
sanitarie.
Ancora molto lavoro da fare, invece, in Sardegna(12%), Marche(14%), Calabria (15%) e Campania (19%). Fanalino di coda il Molise con l’unica azienda sanitaria che non ha ancora attuato, allo
scorso 15 novembre, nessuno dei tre interventi previsti dalla legge 190/92 e oggetto del monitoraggio. Superano la soglia del 50% la Lombardia (58%) l’Abruzzo (53%) e il Piemonte (51%), seguite
dalla Liguria (50%).
L’obiettivo dell’iniziativa promossa da Libera e Gruppo Abele e’ quello di tutelare e difendere da opacità, illegalità e corruzione un Servizio sanitario pubblico che dal 1978
garantisce cure e assistenza ai cittadini: entro il 31 gennaio 2014, senza ulteriori proroghe e rinvii, tutte le Aziende sanitarie, come previsto dalla legge, dovranno nominare:
– il Responsabile locale dell’anticorruzione,
– predisporre il Piano triennale dell’anticorruzione,
– rendere pubbliche le informazioni sui vertici aziendali.
Per raggiungere questo risultato è stata promossa online su http://www.riparteilfuturo.it e in oltre 100 punti sparsi per il Paese, la raccolta di firme per la petizione “Salute: obiettivo
100%”.
A partire dal 9 dicembre sempre sul sito www.riparteilfuturo.it, per la prima volta nella storia del nostro Paese sarà la società
civile ad attribuire a ogni Azienda sanitaria un punteggio, aggiornando i dati del monitoraggio. Via via che ognuna delle Aziende rispetterà le richieste della petizione e le prescrizioni
di legge, il punteggio aumenterà. Ogni utente potrà consultare online lo stato di avanzamento della propria Regione e le informazioni relative alla singola azienda sanitaria
presente sul proprio territorio.
Sarà in grado di sapere con un semplice click, ogni volta che l’informazione sarà resa pubblica, chi governa la propria Azienda, chi è chiamato a vigilare sulle politiche
anticorruzione e come queste saranno portate avanti. “Controlleremo giorno per giorno che le Aziende sanitarie rispondano alle tre richieste della petizione e alle prescrizioni di legge.
Vogliamo- concludono Libera e Gruppo Abele – che non vengano concesse proroghe e che i rinvii non siano la norma.
Trasparenza e anticorruzione possono salvarci la vita e, con una firma, vogliamo dare inizio a una efficace terapia, che renda integro e trasparente il nostro Servizio sanitario nazionale. In
gioco ci sono un patrimonio del Paese da difendere, la professionalità di tantissimi operatori sanitari e la nostra salute.”
Redazione Newsfood.com
Libera
Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” è nata il 25 marzo 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia.
Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e
organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno contro la
corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come
associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale.
GRUPPO ABELE/Don Luigi Ciotti
gruppoabele.org >>>La nostra storia
1965. Luigi Ciotti insieme ad alcuni amici fonda a Torino il gruppo Gioventù Impegnata per dare una mano a chi vive situazioni di disagio ed emarginazione.
1968.
L’associazione prende il nome Gruppo Abele. Inizia una collaborazione con il carcere minorile Ferrante Aporti, si aprono le prime comunità-alloggio per adolescenti alternative
al carcere, prendono il via le attività sportive del gruppo “Okay”.
Redazione Newsfood.com




