Leucemia: in Italia si cura senza chemioterapia

Leucemia: in Italia si cura senza chemioterapia

La leucemia promielocitica acuta è una forma di leucemia aggressiva e pericolosa, ma oggi curabile nell’80%. Ad oggi, però, il cardine della guarigione è la chemioterapia,
procedura aggressiva e portatrice di effetti collaterali anche gravi.
La scienza è quindi al lavoro per trovare una nuova via di cura per la leucemia, che offra i pregi della chemio ma senza i suoi difetti.

Questo è l’obiettivo di uno studio, condotto dall’Università di Tor Vergata di Roma in collaborazione con l’Università di Dresda, e diretto dal dottor Francesco Lo Coco,
specializzato in ematologia.
L’alternativa proposta dai ricercatori è un mix di sostanze: l’acido retinoico (derivato della vitamina A) ed il triossico d’arsenico. Spiega il dottor Lo Coco: “L’ipotesi è che
queste due sostanze, assunte insieme, possano avere un’azione più potente contro il tumore. I risultati saranno pronti solo fra due anni”.

Al momento, infatti, la squadra diretta da Lo Coco sta testando il farmaco su 85 volontari, d’età compresa tra i 18 ed i 70, tutti colpiti da leucemia promielocitica acuta in fase
d’esordio. Essi sono stati divisi in due gruppi: i primi saranno curati tradizionalmente con la chemioterapia, gli altri riceveranno il nuovo composto.

La ricerca del dottor Lo Coco e collaboratori è tra i temi di discussione del V Congresso Internazionale sulla Leucemia Acuta Promielocitica, in corso a Roma (24-26 settembre
2009) all’Hotel Parco dei Principi.
Il meeting coinvolge 400 delegati e dei massimi esperti della materia a livello internazionale provenienti dagli Stati Uniti, Cina, Giappone, Europa, e Australia e sarà presieduto da un
duo italo-spagnolo: composto dal dottor Lo Coco e dal collega Miguel Sanz, dell’università di Valencia.

Matteo Clerici

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