Leon Marino, artista di immagini e parole, nella Cantina di Peppe Zullo

Leon Marino, artista di immagini e parole, nella Cantina di Peppe Zullo

 

30 settembre 2020
Orsara di Puglia, Piano Paradiso, Cantina di Peppe Zullo

 

Chiacchierata con l’artista Leon Marino nella cantina artigianale, premiata dall’Unesco, di Peppe Zullo. E’ una “bomboniera ipogea” costruita, è il caso di dirlo, pietra su pietra con le rovine del terremoto del  1979 e affrescata in in ogni angolo con illustrazioni ad hoc che la impreziosiscono e la rendono idonea anche per gestire eventi come matrimoni, convegni, incontri culturali.

 

Leon Marino,  quale è stata la tua Musa ispiratrice … il nome Paradiso?

La mia Musa ispiratrice è stata, e lo sarà sempre, l’Arte. A lei devo tutta la  passionalità che da molti anni alberga nella mia anima. Il paradiso non c’entra! “Il paradiso può attendere” tanto per usare il titolo di un film americano, famoso, di Warren Beatty del 1978.

Le tue opere pittoriche, a mio modesto avviso, apparentemente sembrerebbero  “Naïf colto, semplificato ma che lasciano una interpretazione soggettiva”, sono spesso accompagnate da poche parole, parti integranti dell’opera stessa,  che  concorrono a lanciare un messaggio…

Scrive lo storico dell’Arte Tommaso Trini nel testo critico introduttivo al volume monografico “Uffa!” edito da Claudio Grenzi editore: Leon Marino è un artista autentico perchè sviluppa in modo personalissimo il Genius Loci linguistico. Siamo precisi, il suo mondo ha immagini antiche e colte. Non è naif! E dunque ci vuole poco allora a collocare la sua pittura nel crescente rifiorire di un’arte pre-modernista che coltiva la grazia delle figure e i colori della luce sotto diverse latitudini internazionali. Pensando a Salvo, Ontani, Jan Knap e Lisa Ponti, (per dirne alcuni artisti visti alla galleria d’arte Toselli, Milano) trovo in Marino un filone emergente.


Leon Marino… quante sono, e dove. Le tessere di questo mosaico che ancora adesso realizzi a supporto del brand Peppe Zullo

Di un mosaico non si contano mai le tessere con le quali si realizza l’opera. E’ un’impresa difficile e per un’artista significherebbe la limitazione alla sua libertà coloristica e creativa. Basta immaginare che grande assurdità, e che pazzia (all’epoca della realizzazione), sarebbe stata quella di contare tutte le tessere dei mosaici ravennati o palermitani. Sicuramente una tale bellezza non si sarebbe realizzata. Peppe mi ha lasciato sempre libero all’interno di questo mosaico. Ecco perchè il suo Brand è vincente!

Ultimamente ti stai dedicando a vestire i prodotti alimentari di Peppe Zullo che sono destinati alla vendita anche e soprattutto tramite e-commerce. Quale criterio segui per trovare il giusto connubio tra Arte e fini commerciali?

La bellezza ha sicuramente un prezzo! Per cui tra Arte e Commercio non può esserci molta differenza. L’una si coniuga semplicemente all’altro per produrre bellezza: il dato visibile delle opere. Senza mecenatismo le idee restano chiuse nel cassetto di un artista. E Il rinascimento italiano (che ne è un esempio) senza il denaro dei Medici sarebbe stato nullo. Cosi come la capotaggine dei Papi a Roma senza il denaro delle indulgenze e della politica religiosa, il Vaticano sarebbe stato uno scatolone vuoto, un mucchio di pietre. E i grandi maestri come Michelangelo, Raffaello, Leonardo non ci avrebbero glorificati nella storia del mondo con le loro opere. L’Arte ha sempre legittimato, con il suo prodotto di bellezza, l’anima del commercio. Pertanto (io penso) che l’Arte e il Commercio sono come due amanti che si completano a vicenda, prestandosi il proprio corpo per giungere all’orgasmo di una coniugazione di un atto d’amore.

 

Ultima domanda, la più difficile… Cosa pensa Leon Marino di Peppe Zullo?

Chi è Peppe Zullo? Prima di tutto un amico con il quale ho condiviso il progetto di “Piano Paradiso” insieme all’architetto Nicola G. Tramonte progettista di tutta la fabbrica. E (poi…) credo continuerà sempre a restare un amico, condividendone, tempo permettendo, qualche distrazione come viaggiare, assaporare e gustare qualche sua estemporanea prelibatezza culinaria, sorseggiare un bicchiere di vino di sua produzione e (perchè nò!) discutere dell’andamento sia del suo lavoro sia della mia passione artistica e, qualche volta molto raramente anche di politica. Anche se a tutto ciò, tra gli intenti che più appartengono al nucleo di amici più stretti, impera l’amichevole detto dei moschettieri: “Uno per tutti e tutti per uno!” Con l’aggiunta finale coniata da noi “E ognuno per i cazzi suoi!” vale a dire, liberi da ogni vincolo.

 

Abbiamo parlato solo di immagini ma Leon Marino è anche un pittore di parole, di stringhe e concetti che integrano in modo armonico i suoi quadri. Ha scritto anche libri con una tecnica, a volte, amlettica. Ne parleremo in una prossima occasione

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE

Chi è Leon Marino, Artista e scrittore

Nel luglio del 2013 lo abbiamo intervistato a Bari…
Di lui abbiamo scritto: Nel 2012, grazie all’amico Peppe Zullo, ha conosciuto Oscar che è rimasto colpito da una sua opera: Meno Chiesa+Gesù, una specie di premonizione…
Leon Marino, nelle sue tele è racchiusa la sua filosofia di vita: In “Un mondo in via di guarigione spirituale. Meno io e più noi. Meno politici e più politica. Meno liti e più accoglienza. Meno bombe e più diplomazia. Meno sprechi e più responsabilità. Meno invocazioni e più vocazioni. Meno Chiesa e più Gesù”. Una filosofia che Leon Marino ha rappresentato ed esaltato col suo tratto luminoso, elegante e meridiano…
(vedi le due video interviste in calce all’articolo)
Leon Marino nato a Troia (Fg) “…in tempi duri per i troppo buoni.” Decide volontariamente (dopo una pausa di riflessione durata un solo giorno) di conseguire la Maturità Artistica e il Diploma dell’Accademia di Belle Arti. Per poi tuffarsi nel mondo dell’Arte.
Si considera un artista “ironista” e ama definire l’insuccesso l’unico merito della sua vita. In confidenza afferma: “L’ironia è un ingrediente magico, tentatore, stimolante per la sua azione di impiego, somministrata a piccole dosi serve a correggere gli…apparati intestinali pigri. Scrive lo storico dell’Arte Tommaso Trini: “… ci vuole poco, allora, a collocare la pittura di leon marino nel crescente rifiorire di un’arte Pre-Modernista che coltiva la grazia delle figure e i colori della luce sotto diverse latitudini internazionali. Pensando a Salvo, Luigi Ontani, Jan Knap e Lisa Ponti (per dirne alcuni visti alla galleria Toselli di Milano), trovo in Leon Marino un filone emergente.
Dal 1975 è presente a varie manifestazioni artistiche con mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. Docente nelle Accademia di Belle Arti di Foggia e Bari, dal 1989 ha insegnato presso l’Accademia di Brera a Milano (da profilo Linkedin)
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