Legge elettorale, Ronchi: «piace proposta Franceschini»
3 Gennaio 2008
Onorevole Ronchi, Franceschini propone l’elezione diretta del presidente o del premier, un vostro cavallo di battaglia storico
«Assolutamente sì, è per questo siamo pronti a discuterne in Parlamento, siamo favorevolissimi, d’accordissimo, siamo pronti a passare finalmente a una democrazia compiuta e
a vincere questa battaglia sul presidenzialismo.
Però voglio ricordare che lo scorso 12 dicembre è stato Veltroni a dire di essere d’accordo con Fini sul sistema francese ma che non c’erano i numeri per andare avanti. Detto
questo noi siamo felicissimi di poter discutere di un sistema che funziona. Ma bisogna anche tenere conto che Sarkozy fa quello che fa perché ha saltato la mediazione dei partiti, ha
stabilito un contatto diretto con un pezzo di classe dirigente nuova e un nuovo ceto francese. Questa è la forza del rapporto diretto fra presidente ed elettori».
Franceschini si rivolge alla destra, cerca una sponda e dice che questo sistema è la migliore risposta all’antipolitica..
«Questa sarebbe una grandissima risposta
all’antipolitica. Il Vassallum e il Veltronellum erano delle schifezze proprio perché allontanavano il cittadino dalla politica, gli toglievano l’ultima parola sulla scelta del leader e
della coalizione di governo per affidarla ad alchimie da Prima Repubblica. Quella di Franceschini è un’intervista oggettivamente condivisibile».
Ma le reazioni non sono molto entusiaste. A destra come a sinistra..
«Per adesso il centrodestra non mi interessa. Guardo invece con preoccupazione alle reazioni del
centrosinistra. Le asprezze delle critiche rivolte a Franceschini dimostrano infatti quanto ritardo ci sia nel capire la necessità di arrivare a un sistema politico moderno. Sentir
parlare di proposte irricevibili non è commentabile. Dimostrano anche mancanza di rispetto per Franceschini che ha dimostrato profondo coraggio».
Forza Italia però sembra troppo tiepida. Forse temono che venga meno l’asse con Veltroni?
«Il grande errore di qualche autorevole personaggio di Forza Italia è
di non capire che il bipartitismo è cosa diversa dal bipolarismo. Ho apprezzato molto le ultime uscite di Berlusconi, a cui abbiamo confermato la leadership nel centrodestra. Noi non
abbiamo un problema di leadership; abbiamo il problema di ridefinire programmi, regole, metodi ed obiettivi».
Allora adesso il confronto si sposta in Parlamento?
«Noi siamo pronto a dare il nostro contributo. Ma l’Unione è andata in tilt anche sulle riforme. E dunque il
referendum appare sempre più come una mano santa. Come ha detto Italo Bocchino, chiederemo subito che le proposte di Franceschini vengano inserite nella discussione sulle riforme
Costituzionali in corso alla Camera».





