Legge elettorale migliorabile, senza tornare al passato
15 Ottobre 2007
Firenze, 12 Ottobre 2007 – «La legge elettorale toscana è sicuramente migliorabile; tuttavia, non si può pensare di riformare il nostro sistema politico guardando
indietro e ipotizzando di ripristinare ciò che esisteva prima di questa legge» la sottolineatura, che si inserisce in un dibattito politico anche nazionale, è dell’assessore
alle riforme istituzionali e all’attuazione dello Statuto Agostino Fragai ed arriva nel corso di un convegno su “Democrazia e partecipazione nello statuto regionale” organizzato
dall’associazione consiglieri regionali onorari della Toscana e dall’associazione ex parlamentari della Repubblica.
Fragai parla di legge elettorale e di legge sulla partecipazione e spiega: «E’ paradossale pensare di tornare a un metodo come quello del voto di preferenza, che costituiva alimento alla
corruzione e che fu oggetto nel ’91 di un referendum il cui esito fu assunto come simbolo della reazione alla degenerazione della politica». “Al contrario, – aggiunge – occorre guardare
avanti: e guardare avanti significa pensare a un innalzamento della percentuale minima (soglia minima) di voti, almeno il 5% , necessaria per poter accedere al Consiglio regionale e
all’introduzione dei collegi uninominali. In un simile contesto, le primarie verrebbero svolte per capire chi, in un determinato collegio, risulterebbe candidato nella sfida con gli altri
partiti».
L’assessore, promotore all’epoca della legge, ricorda come la Toscana sia stata l’unica Regione europea ad aver discusso di primarie già a partire dal 2004, quando queste erano viste con
diffidenza e scetticismo un po’ ovunque. E rivendica il contributo della Toscana al fine di smuovere il vecchio sistema politico e percorrere nuove strade.
«I partiti non possono tornare quelli di una volta, perché non esiste più la società di massa di un tempo – chiosa Fragai – Servono ricette nuove, per una nuova etica
e un nuovo senso di responsabilità. In questa direzione si prefigge di andare anche la nostra legge sulla partecipazione«. «In un’epoca in cui non c’è più il
cemento ideologico a strutturare e indirizzare le scelte delle persone, – spiega ancora – appare importante riuscire a stipulare un patto con i cittadini basato sulla decisione, la trasparenza,
l’efficienza, la coerenza. Perché il rischio più incombente della politica, nocivo per tutti, è quello del diffondersi di una ‘zona grigia’, in cui le decisioni vengono
annunciate da una classe dirigente che poi le abbandona; e dunque non vengono mai prese».
La legge sulla partecipazione si propone di rinnovare la democrazia in modo moderno. «Il suo scopo – conclude l’assessore – è di divenire uno strumento grazie al quale poter
discutere, e poterlo fare non con coloro che hanno interessi diretti e forti, ma con i cittadini comuni, spesso ‘invisibili’. E uno strumento per arrivare a decidere, nell’interesse di tutti,
restituendo credibilità all’azione politica».
Walter Fortini





