L'EFSA ha identificato l'ISS come “Focal point” per la sicurezza alimentare

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare nell’Advisory Forum della European Food Safety Authority (EFSA) ha firmato l’accordo per il primo «Focal point» con l’Italia, a
firmare l’accordo con Catherine Geslaine Lanelle, Direttore Esecutivo dell’EFSA è stato il sottosegretario alla Salute Giampaolo Patta che ha identificato, attraverso il Segretariato
Nazionale per la valutazione del rischio della catena alimentare diretto dal dottor Fabrizio Oleari, l’Istituto Superiore di Sanità come «Focal point/quote] in Italia per le
esigenze di carattere tecnico-scientifiche. E’ rappresentante Governativo nell’Advisory forum dell’Efsa Enrico Garaci, Presidente dell’ISS.

Dell’importanza dell’individuazione di un Focal point italiano e delle sue funzioni ne parliamo con Agostino Macrì, Direttore del Direttore del Dipartimento Sanità alimentare ed
Animale dell’ISS.

Che cos’è il «Focal point»?

Per facilitare i rapporti di collaborazione l’EFSA ed i diversi paesi hanno firmato un accordo di cooperazione che prevede, tra l’altro, l’impegno di organizzare in ogni stato un punto di
raccordo, denominato «Focal point» nell’interno delle varie comunità scientifiche nazionali per un coordinamento nel censimento dei ricercatori, nella individuazione delle
attività di ricerca che vengono svolte, nella raccolta delle informazioni scientifiche disponibili; in poche parole si tratta di fornire un servizio di informazioni all’EFSA per lo
svolgimento delle sue attività di valutazione.

In che modo l’ISS partecipa al progetto?

L’Istituto Superiore di Sanità è stato individuato quale sede del «Focal point» e quindi dovrà avviare tutte le forme di collaborazione con le strutture
scientifiche italiane che si occupano di sicurezza e qualità degli alimenti e di sanità pubblica veterinaria per acquisire le informazioni disponibili, individuare gli esperti che
possono essere utilizzati per trasferire queste informazioni all’EFSA. L’obiettivo è quello di capire quali sono i pericoli esistenti in materia di sicurezza alimentare e individuare
progetti di ricerca che consentano di conoscere a fondo e prendere necessarie misure di intervento.

Qual è la funzione dell’EFSA?

I compiti dell’EFSA riguardano la valutazione dei rischi in materia di sicurezza alimentare la relativa comunicazione. La gestione dei rischi è invece compito delle Autorità
nazionali. Per lo svolgimento delle attività di propria competenza, l’EFSA si avvale del suo Comitato Scientifico e di specifici «panel» di esperti che vengono incaricati di
esaminare i dati scientifici disponibili per l’elaborazione dei pareri richiesti. Per fare fronte al lavoro da svolgere è quindi di fondamentale importanza acquisire ogni informazione
scientifica disponibile, incluse ovviamente quelle provenienti dalla Ricerca che viene svolta nei diversi paesi dell’UE. Inoltre gli esperti che fanno parte del Comitato scientifico e dei
«panel» non sempre riescono a svolgere il lavoro a causa dell’elevato numero di richieste per cui l’EFSA intende avvalersi della consulenza dei migliori esperti presenti nell’UE. In
ogni paese esistono realtà scientifiche con diversi tipi di organizzazione non sempre coordinate tra loro e per l’EFSA diviene difficile riuscire a mantenere dei contatti con le tante
strutture di ricerca e tanto meno con i singoli ricercatori che potrebbero fornire il loro contributo sia in termini di informazioni scientifiche, che anche nella collaborazione nella
valutazione dei rischi. Per facilitare il coordinamento nei diversi Paesi l’EFSA ha stabilito i Focal Point.

Come sono tutelati i consumatori?

I consumatori sono tutelati attraverso una valutazione dei rischi e l’attuazione di misure di gestione molto severe che passano attraverso una legislazione sviluppata sia in Europa che in
Italia dal Ministero della Salute che con un programma di controlli molto articolato prevede il coinvolgimento anche dei produttori e di numerose strutture di controllo (Asl, Carabineri dei
Nas, Arpa, Corpo forestale dello Stato), tali strutture sono poi supportate dai laboratori di controllo pubblici (Istituti Zooprofilattici, Arpa, Servizio Repressione Frodi, Dogane) e da quelli
privati.

Che cosa più fare per aumentare la sicurezza alimentare?

E’ necessario intensificare i progetti di ricerca. Nonostante la situazione di sicurezza dei consumatori sia ottimale è necessario continuare a sviluppare progetti di ricerca nazionali.
Questo per aggiornare sempre il monitoraggio dei rischi emergenti e per consentire una migliore e più razionale utilizzazione degli alimenti disponibili individuando tempestivamente i
pericoli alimentari e sviluppare procedure per eliminarle.

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