L’economia della Natura: Convegno internazionale di Agricoltura biodinamica

L’economia della Natura: Convegno internazionale di Agricoltura biodinamica

“Pochissimi sanno che nel corso degli ultimi decenni si è verificato in agricoltura il fatto che tutti i prodotti di cui ci nutriamo stanno degenerando, e lo fanno con un ritmo
straordinariamente veloce”
Rudolf Steiner, 20 giugno 1924  
“(I prodotti agricoli) avranno raggiunto un grado di degenerazione tale da non essere più adatti al nutrimento umano già nel corso del secolo attuale”
Rudolf Steiner, 20 giugno 1924  

Governare la natura, l’ambiente, l’agricoltura come bene collettivo. Conoscere la natura e lavorare in sintonia con le sue complesse manifestazioni. In questo momento storico in cui l’uomo e il
pianeta soffrono per i danni dello sfruttamento e dell’inquinamento, diventa ancora più necessario promuovere attività etiche e morali mirate alla salvaguardia della salute
dell’uomo e dell’ambiente, attraverso azioni di sensibilizzazione verso i consumatori, informando il mondo agricolo, offrendo metodi di rigenerazione e guarigione del suolo.  

Il convegno, organizzato dall’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, da anni impegnata su questo fronte con risultati esemplari, in programma a Sabaudia, all’Oasi di Kufra da
giovedì 26 a domenica 29 novembre 2009, è un momento di incontro e di scambio di esperienze per chi lavora, a vari livelli e in vari ambiti, nel campo dell’agricoltura biologica e
biodinamica.  

Organizzato in collaborazione con Demeter (Associazione per la tutela della qualità biodinamica in Italia) e realizzato con il contributo di Regione Lazio e Ecor NaturaSì, il
Convegno propone temi che pongono l’agricoltura e la biodinamica come strumento di eccellenza per il governo di beni collettivi su basi etiche e sociali.  

Molti saranno gli argomenti trattati, anche attraverso testimonianze di personalità di altissimo livello che illustreranno le possibili vie per arrivare ad una “Economia della
Natura”.

Agricoltura sociale e partecipativa
Saranno illustrate realtà e situazioni dove si sono create filiere produttive che vedono lavorare insiemericercatori, universitari, agricoltori, trasformatori, centri di educazione
professionale, istituti di recupero, comunità Camphill e centri per bambini e adolescenti con problemi sociali; con popolazioni marginali in Africa e nel mondo. Nel rispetto di un’economia
partecipativa per il miglioramento genetico delle piante in aree siccitose parlerà Salvatore Ceccarelli, che ha lavorato nei dipartimenti di miglioramento genetico in centri universitari
italiani e americani. Dagli anni Novanta è consulente presso l’Istituto ICARDA di Aleppo (Siria).

E’ noto in tutto il mondo per la sua ricerca sui cereali resistenti alla siccità e lavora in quello che lui definisce “miglioramento genetico partecipativo” insieme agli agricoltori nelle
zone marginali della Siria, del Marocco e della Tunisia. Iniziato con l’orzo, questo lavoro si é esteso ad altre colture mettendo insieme agricoltori, biologi e sociologi con lo scopo di
rispondere alle necessità di coloro che vivono e lavorano nelle condizioni più difficili e in particolare dei più poveri, creando condizioni di autosufficienza alimentare e
miglioramento dello stile di vita.  

Come esempio di un’azienda di qualità, gestita come fondazione e con criteri di economia partecipativa, che conta sui prodotti dell’agricoltura biodinamica (ha un proprio giardino botanico
ed è collegata ad aziende agricole) parlerà Fausto Panni, amministratore delegato di Wala Italia. La sua filosofia si basa infatti su innovativi concetti sociali ed economici: in
Africa e in Afghanistan ha introdotto l’agricoltura biodinamica per la produzione di piante officinali, creando nuove qualità di lavoro e di vita.  

Filiera corta, GAS, Economia e mercato
All’impegno che gli agricoltori biodinamici e biologici mettono nel loro lavoro e nel rapporto con la terra e l’ambiente, con la vita, non corrisponde un mercato adeguato. Come inadeguato
è il calcolo dei costi di un prodotto di qualità valutato alla stregua di uno convenzionale, senza tenere conto dei benefici che un metodo agricolo quale quello biodinamico
garantisce sulla fertilità della terra in termini di humus, sul controllo delle emissioni di CO2 e quindi sui cambiamenti climatici, sulla prevenzione dell’erosione dei terreni, sulla
salvaguardia del paesaggio, sulla salute dell’uomo e degli animali. Il mercato è in crisi, la distribuzione e la vendita nei negozi di prodotti biologici e biodinamici rappresenta un costo
spesso considerato alto dal consumatore; per i produttori prezzi sempre più bassi imposti da un mercato inquinato da cartelli lobbistici imposti dalle industrie agroalimentari.

La filiera corta, che significa anche controllo diretto della qualità da parte del produttore agricolo che fornisce al consumatore un prodotto fresco e con il minor spreco di energie (vedi
km 0), il mercato dei GAS (gruppi di acquisto solidali)sembrano essere la soluzione soprattutto per i produttori piccoli e medi. Anche i biodinamici stanno percorrendo queste strade e così
promuovono iniziative, mercati che si rivolgono direttamente ai consumatori, spacci aziendali e cassette di prodotti misti recapitati direttamente al consumatore. Ma il movimento biodinamico
vuole guardare al futuro e punta verso una nuova economia associativa che vede produttore, distributore e consumatore alleati per nuovi rapporti sociali, per la salvaguardia dell’ambiente, per un
diverso stile di vita.

Rosa Letelier, che ha alle spalle una brillante carriera negli istituti bancari internazionali più qualificati, da anni conduce gruppi di studio e di lavoro sul tema dell’economia
associativa come processo evolutivo cosciente dell’uomo, indispensabile per creare rapporti di lavoro e di mercato che si basano sui principi innovativi di Rudolf Steiner raccolti nel volume
“Scienza Economica”. Al gruppo di lavoro con Rosa Letelier sarà presente anche Fabio Brescacin, presidente di Ecor, la più importante società italiana di distribuzione al
dettaglio di prodotti biologici e biodinamici. Nata, agli inizi degli anni Ottanta, per iniziativa di un gruppo di giovani studenti e professionisti con la volontà di realizzare un
progetto a sostegno dell’agricoltura biodinamica e della pedagogia steineriana.  

Gli additivi negli alimenti convenzionali e il dramma degli OGM per l’uomo e la Terra
Sull’argomento Matteo Giannattasio, medico e agronomo, consulente servizio allergologia dell’Ospedale San Gallicano di Roma e direttore scientifico della rivista Valore alimentare, presenta il
libro “Gli additivi alimentari”. La concimazione con i nitrati di sintesi ha permesso un aumento significativo delle rese, ma a costi energetici e ambientali elevati, con preoccupanti effetti
secondari sulla salute dell’uomo e degli animali (allergie, malattie degenerative, cardiopatie, ecc.). Daniele Dallari, ecopaesaggista forestale presenta il libro “Il mondo secondo Monsanto” di
Marie-Monique Robin(Arianna Editrice) un’inchiesta giornalistica sulla controversa storia dell’Azienda Monsanto, attuale leader mondiale nella produzione di OGM.  

Prospettive per una nuova alimentazione
L’uomo e le piante coltivate si evolvono insieme da più di 10.000 anni. L’esistenza delle piante coltivate, quindi, è legata alla cura da parte dell’uomo e, viceversa, lo sviluppo
superiore dell’uomo è legato alla pianta coltivata. Essa costituisce un’eredità culturale che viene trasmessa di generazione in generazione ed è quindi un bene culturale
invendibile. La società ha il compito di custodire questa eredità culturale, conservandone la varietà e sviluppandola ulteriormente. Ciò, però, non deve essere
fatto solo nelle banche dei geni, bensì “in situ, on farm”, per consentire alle piante di adattarsi alle condizioni ambientali che cambiano.  

Modelli come quello di Elisabeth Heyden, che ha fondato nel 1988 assieme al marito, il chimico biologo Bertold Heyden, e ad alcuni agricoltori nella zona del Lago di Costanza l’Istituto Johanna e
Carl Graf Keyserlingk. Dopo il frumento, la segale e il farro, ora stanno studiando nuovi cereali da graminacee spontanee (trovate nelle aree mediterranee, es. in Sardegna e in Crimea) come il
Dasypyrum villosum, che ha straordinarie proprietà nutrizionali, con l’obiettivo di aiutare le aziende a conservare e a sviluppare la propria semente, selezionare varietà di alta
qualità adattate all’habitat, favorire varietà a livello regionale, resistenti alle malattie e al cambiamento climatico, e adatte alla salute dell’uomo.  

La ricerca sulla qualità dei cereali
In Italia Pane e pasta, base della nostra alimentazione, vengono sempre più spesso indicati tra le causa di insorgenza di malattie quali allergie, diminuita capacità digestiva,
intolleranza, ecc. che colpiscono anche e soprattutto le giovani generazioni. Da alcuni anni anche le università italiane sono impegnate nella ricerca e selezione di varietà di
cereali adatti all’habitat di produzione – garanzia per una maggiore resistenza alle malattie e ai cambiamenti climatici – Lavorano in campo, a stretto contatto con realtà agricole
biologiche e biodinamiche. Ne parla Stefano Benedettelli, docente del Dipartimento di Scienze Agronomiche e Gestione del Territorio Agro-Forestale dell’università di agraria di Firenze.
 

La qualità del latte
Si osserva con preoccupazione la crisi del mercato del latte convenzionale. Si vedono trattori per le strade e contadini che distruggono il latte. Ma pochi parlano di qualità. Latte e
latticini sono alimenti sempre più vietati da medici e alimentaristi, ma nessuno dice che le cause sono da far risalire al tipo di allevamento, all’alimentazione degli animali. Ton Baars,
docente all’università di Kassell, in Germania, che vanta un dipartimento di ricerca qualità sugli alimenti biologici e biodinamici, porterà i risultati di alcune ricerche
che indicano le qualità superiori del latte a marchio Demeter, che può essere preso anche da bambini allergici, poiché ha dei grassi che stimolano il metabolismo.
 

Vino da uve biodinamiche
Molti viticoltori in Italia stanno scoprendo la biodinamica per la qualità e la conservabilità dei suoi prodotti e il vino biodinamico è
considerato tra i migliori al mondo. Al convegno saranno presentati i disciplinari che regolano la produzione e trasformazione e conservazione per accedere al marchio di qualità Demeter.
 

Marchio di garanzia Demeter: una rete collettiva per la biodinamica
La Demeter è l’unica associazione ecologica che ha costruito una rete di organizzazioni di certificazione a livello mondiale per il controllo della produzione, trasformazione ed
etichettatura dei prodotti biodimanici.

La Demeter International, nata nel 1997 con sede a Darmstadt (Germania), riunisce 16 Demeter nazionali e rappresenta oltre 4.000 produttori in 43 Paesi del mondo Significativo l’aumento
delle aziende (soprattutto viticoltori) in Austria e la presenza di 40 associati in Grecia, la crescita in Francia che ha raggiunto 280 aziende socie e la prima grande azienda in Gran Bretagna da
1.500 ettari.
La Germania con 1.370 aziende agricole associate, oltre 70 grossisti e più 350 negozi Aktiv-Partner resta per il Demeter il mercato di riferimento. Degli altri 24 Paesi, dove non è
presente una organizzazione Demeter con un proprio sistema di certificazione, possiamo ricordare Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Spagna, Israele, Marocco, Tunisia, Sud Africa, India,
Argentina, Cile e Paraguay.
Lapo Cianferoni
membro del Consiglio, al convegno parlerà della sua organizzazione, dei suoi scopi, dei progetti e dei lavori in corso.  

Regione Lazio, ARSIAL e agricoltura biologica e biodinamica Gino Settimi, direttore regionaldip. Agricoltura, e Domenico Genovesi, agronomo e funzionario della Regione Lazio, al convegno
presenteranno il progetto approvato e finanziato dalla Regione Lazio, per guidare la conversione delle aziende, soprattutto orticole, ai metodi biologici e biodinamici.

L’ARSIAL, Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio, ha predisposto il progetto Valutazione di schemi di conversione all’agricoltura biologica e
biodinamica in azienda tipo della Regione Lazio, approvato e finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del Programma Interregionale Agricoltura Qualità, per definire le linee guida per la
conversione ai metodi di produzione biologica e biodinamica in aziende tipo della Regione Lazio, con particolare riferimento ad aziende con orientamento produttivo orticolo. Sono state
individuate tre aziende che verranno affiancate durante la tutta la fase di conversione, nell’orientamento e nelle scelte tecnico-economiche ottimali in funzione degli specifici contesti
aziendali.  

SlowFood è con la qualità biodinamica
L’attenzione di SlowFood al metodo biodinamico e alla qualità che questa sa garantire ai suoi prodotti e alla gestione del territorio data diversi anni. Carlo Pettini è stato
più volte ospite di convegni e iniziative organizzate dall’associazione biodinamica. Oggi è confermata dalla presenza di Roberto Burdese, presidente di SlowFood Italia, raffinato
esperto di enogastronomia e curatore di diversi libri e guide dedicate a questo settore, al convegno parlerà di qualità organolettica del prodotto biodinamico e della
sostenibilità delle sue produzioni.  

Visita aziendale
Durante il convegno saranno presentati dal responsabile di sezione, Marcello Lo Sterzo alcune realtà agricole biodinamiche del Lazio e sarà organizzata una visita aziendale
all’Agrilatina, via Litoranea km.11, loc. Bella Farnia (Sabaudia) E’ biodinamica dal 1993, ha un’estensione di 200 ha circa tra campo aperto e serre, produce 30 diversi tipi di ortaggi a marchio
di qualità demeter. Vende in Italia e in Europa (Austria,Germania, Svizzera, Olanda, Inghilterra).
Da qualche tempo ha attivato un servizio settimanale di cassette miste con i prodotti disponibili al momento per i consumatori locali. Ha costruito un forno per il pane e panifica con pasta madre
per uso familiare, per i dipendenti e consumatori locali Sono circa 120/150.000 le persone che si nutrono giornalmente dei prodotti di Agrilatina.
In azienda sono direttamente impiegate da 90 a 130 persone oltre l’indotto. Sono coltivati con metodi biodinamici circa 193 ha di terreno con un allevamento biodinamico di 250 bovini della razza
autoctona “Marchigiana” allo stato semibrado. Agrilatina sta portando avanti un progetto di cooperazione a Rimenze, un piccolo villaggio del Sud Sudan.  

Il convegno avrà luogo presso Hotel Residence Oasi di Kufra Strada Lungomare, km. 28,800
da giovedì 26 a domenica 29 novembre 2009 SABAUDIA (LATINA)
Prezzo del convegno e soggiorno:
camera singola (posti limitati) € 380,00*
camera doppia (a persona) € 250,00*
camera a più letti (posti limitati) € 180,00*
solo convegno e pasti € 150,00
(Quota comprensiva di vitto e alloggio per la partecipazione all’intero convegno)
  
Per prenotazioni e informazioni:
Associazione per l’agricoltura biodinamica, via privata Vasto 4, 20121 Milano
Tel. 02 29002544 fax 02 29000692 – email: assbio@tin.it; http://www.biodinamica.org

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