Leadership rosa per un'impresa agricola bolognese su quattro

Bologna – Sono 2656 le donne bolognesi alla guida di imprese agricole e rappresentano ormai quasi un quarto (24 per cento) delle oltre 11mila iscritte alla Camera di Commercio di
Bologna, percentuale che viene confermata puntualmente anche dai dati relativi alle aziende Coldiretti, dove, afferma Patrizia Suzzi, Responsabile Donne Impresa di Coldiretti Bologna, “sono
tante le imprenditrici che hanno saputo distinguersi in campo agricolo per capacità di impresa, tutela e valorizzazione della qualità.

La capacità di coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell’ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura” afferma la Suzzi, “è sicuramente una delle
principali ragioni del crescente interesse dell’universo femminile nei confronti della moderna agricoltura. Le imprese rosa hanno oggi conquistato un peso significativo all’interno del settore
agricolo bolognese, dove consolidano di anno in anno la propria presenza, sia in termini quantitativi che qualitativi, grazie alla propria creatività e dinamicità. E non bisogna
dimenticare i tanti casi di aziende agricole in cui le donne, senza essere titolari, coadiuvano mariti, padri o fratelli nelle attività in campo, o nell’amministrazione, o nella
commercializzazione, dividendo il proprio tempo tra il lavoro in azienda e la cura della famiglia, specialmente dei figli e delle persone anziane”.

L’impegno delle imprenditrici agricole risulta essere particolarmente rilevante nelle attività più innovative e multifunzionali come dimostra il protagonismo della componente
femminile in associazioni per valorizzare prodotti tipici, negli agriturismi e nella vendita diretta: tutti campi d’azione in cui più tipicamente è richiesto il contatto e
l’interazione con il pubblico, in cui le donne risultano eccellere.

Un esempio di questa dinamica è rappresentato da una bella azienda agricola di Guarda, vicino a Molinella, oggi condotta da Elisabetta Emiliani. “Da molti anni mio padre coltivava
nell’azienda di famiglia patate e cereali” racconta Elisabetta. “Quando ho iniziato ad affiancarlo nel lavoro insieme a mia sorella, nel 1989, abbiamo pensato di iniziare a utilizzare una parte
del terreno per produzioni a noi più congeniali, come i fiori. Così è iniziata una piccola coltivazione in campo di gladioli, e più tardi di lilium. Da cosa nasce
cosa” continua Elisabetta “e alle coltivazioni di fiori recisi è seguita l’apertura di un punto di vendita diretta al pubblico. Poi, anche in base alle esigenze dei clienti, abbiamo
cominciato a sviluppare la floricoltura in vaso. Dal 2000 circa sono titolare dell’azienda, e, anche se parte della terra è ancora dedicato alla produzione di cereali e bietole, il cuore
della mia impresa è oggi costituito dalla coltivazione e vendita al pubblico di fiori, recisi e in vaso”.

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