Leader audaci ma umani
25 Giugno 2025
Leader e leadership sotto la lente all’evento organizzato il 24 giugno presso il campus Navigli della POLIMI Graduate School of Management cui ha partecipato Assoedilizia Informa
Occasione preziosa per esplorare le sfide e le prospettive della leadership contemporanea, con il contributo di esperti e professionisti di primo piano
Milano, 25 giugno 2025
A cura di ASSOEDILIZIA informa
Leader audaci ma umani
Una certa idea di leadership nel libro presentato alla Polimi Graduate School
Di Saverio Fossati
Leader e leadership sotto la lente all’evento organizzato il 24 giugno presso il campus Navigli della POLIMI Graduate School of Management cui ha partecipato Assoedilizia Informa. L’incontro, durante il quale è stato presentato il libro Una certa idea di leadership, di Enrico Sassoon e Valerio De Molli, è stata un’occasione preziosa per esplorare le sfide e le prospettive della leadership contemporanea, con il contributo di esperti e professionisti di primo piano.
Dopo il saluto del padrone di casa, Vittorio Chiesa (Chairman di POLIMI GSoM,), che ha presentato la più grande business school d’Italia con migliaia di allievi e 1000 nuovi studenti ogni anno la parola è passata a Umberto Bertelè (Professore emerito di Strategia presso la School of Management del Politecnico di Milano), che da coordinatore dell’incontro ha subito presentato uno dei due autori, Enrico Sassoon (Direttore Responsabile di Harvard Business Review), sottolineandone il senso etico che nel volume lo porta a identificare il “leader tossico”.
Sassoon è partito dalla domanda “Cos’è la leadership oggi” e con De Molli lo abbiamo chiesto a chi studia il fenomeno e a 27 grandi manager, da Sergio Dompé a Marina Salamon. Sassoon e De Molli hanno così enucleato 57 tra idee, concetti e valori ricorrenti nelle testimonianze degli intervistati, evidenziando naturalmente come si tratti di concetti mutevoli nel tempo. Del resto, ha detto Sassoon, il sistema democratico impone la necessità di eliminare i metodi autocratici nella leadership.
Anna Puccio (strategy advisor), ha centrato il suo intervento sulla leadership rigenerativa, cioè creare valore contro l’essere estrattivi. Riuscendo a far capire che la stessa attenzione che dedicano ai clienti vada riservata anche ai fornitori e ai dipendenti. Si tratta di un concetto che è nel femminino, ha detto Puccio, e che ritrovai elementi come innovazione e collaborazione. Leader e management sono due cose diverse soprattutto nei momenti decisionali: leader si nasce, anche se magari si scopre dopo.
Sergio Dompè (Presidente e Direttore di Dompé Farmaceutici) ha parlato della necessità di una leadership “superdinamica”, sempre collegata a tutto.Luca Colombo, Country Manager Italy di Meta (una società con valore 1.766 miliardi di dollari), rispondendo a una domanda di Bertelè, ha sottolineato che l’impegno nel metaverso continuerà e che le decisioni del leader sono a volte impopolari e difficilmente comprensibili. Nel 2012, prima della quotazione, Zuckerberg decide di acquistare Meta, allora di piccole dimensioni, e Istagram, una società con 12 dipendenti e fatturato zero, pagata 1 miliardo di dollari. Proprio quell’esempio di leadership nel mondo digitale di cui in Italia si vedono pochi esempi, ha detto Colombo, con decisioni un po’ folli che portano le aziende a diventare grandi.
Marina Salamon (Amministratrice Unica di Alchimia) ha evidenziato la necessità di dare spazio sempre alle diversità, senza in particolare insistere sul genere. Non sono buona e ho un caratteraccio ma ho imparato a chiedere scusa, ha detto Salamon, ed è un esercizio continuo per la leadership. E ha citato Francesca Bellettini, ora alla guida di Yves Saint Laurent: “Ho fatto pace con l’idea del potere solo di recente e avere potere vuol dire anche perseguire progetti non profit”.
Stefano Venier (Industrial Advisor) ha risposto a una sollecitazione di Bertelè sulla svolta del 2008-2015 sul concetto di leadership: “è chiaro che dopo 25 anni di tranquillità avevamo costruito delle certezze basate sulla fiducia sul futuro migliore, sulla leggibilità delle crisi, allora singole e non multifattoriali, e sulla logica di condivisione a multilateralismo ragionando come sistema. E sono questi riferimenti che dobbiamo ricostruire, basati su resilienza e capacità di saper reagire valle situazione. Un leader, ha detto Venier, deve ora ricostruire questo senso di appartenenza, abbattendo le barriere dell’individualismo, essendo un leader inclusivo che coinvolge tutti “ingaggiando” le persone, senza lasciare indietro nessuno. Leader si diventa ma ci vuole disponibilità, portando dentro di sé l’innovazione, preoccupandosi anche del welfare che va cambiato, uscendo dalle dimensioni che invecchiano, scoprendo le reali percezioni che di questo hanno le persone.
Bertelè ha sottolineato la perdita costante di persone di valore, pagate troppo poco dalle aziende ma Venier ha replicato che la ragione principale della fuga all’estero non è lo stipendio, che in termini di potere d’acquisto è simile: sono le opportunità di crescita che fanno la differenza, ha detto Venier.Foto cover: Bertelè, Dompé e Puccio
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