Le scuole dei piccoli comuni si uniscono alla protesta contro la riforma Gelmini: “Scuola chiusa per tagli”

 

“Chiusa per tagli”. E’ lo striscione che oggi alcune scuole dei piccoli comuni italiani, tra cui quella di Cantagallo (Po) e Sasso di Castalda (Pz), hanno
srotolato insieme a Legambiente, ANCI, sindaci e cittadini di fronte all’ingresso degli istituti, unendosi alla mobilitazione nazionale che ha preso il via oggi contro i pesanti
tagli che la finanziaria ha previsto per il sistema scolastico italiano. Tagli che penalizzano in modo grave gli istituti più piccoli soprattutto nelle regioni del Sud e le
Isole, ma non solo. Se, come previsto, il criterio per stabilire la sopravvivenza dei plessi scolastici sarà quello del numero degli alunni, facendo una proiezione sui plessi che
hanno un numero inferiore ai 100 alunni, in Calabria potrebbero chiudere i battenti il 92,5% delle materne e quasi il 70% delle elementari, visto che su 989 scuole di primo grado ben
680 sono plessi sottodimensionati. In Umbria i tagli riguarderanno il 91% delle materne e il 50% delle elementari, in Molise l’88,9% delle materne e il 73,8 delle elementari, in
Basilicata l’86,6% delle materne e il 58% delle elementari, in Sardegna il 90% delle materne e il 50,5% delle elementari. E al riparo dalle forbici non sono neanche gli istituti
del nord: in Piemonte sono a rischio l’80,3% delle materne e in Veneto il 74,6%. Una vera scure dunque che riguarda il 77,2% delle scuole per l’infanzia, il 41,3 % delle
elementari, il 31,6% delle medie, il 24,3% delle superiori per quasi la metà del totale di tutti i punti di erogazione del servizio scolastico italiano.

“Le proiezioni che abbiamo fatto sui dati del Ministero dell’Istruzione rivelano un quadro a dir poco allarmante sulle ricadute che i provvedimenti decisi dal Governo
avranno sull’intero sistema scolastico italiano – ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, presente di fronte alla scuola di Cantagallo -. Le
percentuali sul numero delle scuole che, soprattutto al Sud e nelle Isole, rischiano la chiusura sono spaventose e in alcuni casi rappresentano quasi la totalità dei plessi. Come
abbiamo ricordato nella lettera aperta inviata al ministro Gelmini – ha concluso il presidente di Legambiente – riteniamo che i parametri per la razionalizzazione della scuola
debbano tenere conto della peculiarità del territorio italiano”.

Legambiente ricorda infatti che in Italia il 72% dei comuni sono al di sotto dei 5000 abitanti e che esistono oltre alle piccole isole anche realtà comunali più popolose
con territori sparsi ricchi di frazioni, in cui sono presenti plessi scolastici.

“L’imposizione di obiettivi numerici a scala regionale rischia di creare situazioni di svantaggio rispetto alla piena garanzia del diritto all’istruzione per i
cittadini delle aree più marginali – ha aggiunto Vanessa Pallucchi, responsabile scuola e formazione di Legambiente -. Tagli di insegnanti e personale ATA infatti porteranno alla
chiusura o all’accorpamento di centinaia di scuole e plessi “sottodimensionati”. Per questo sollecitiamo il Governo a tenere conto di queste previsioni per i
criteri di razionalizzazione, che devono essere stabiliti attraverso la concertazione con gli Enti locali, altrimenti costretti a sopperire alla garanzia del servizio scolastico per
tutti. I piccoli comuni rappresentano una realtà strategica per il presidio del territorio e la tenuta culturale ed identitaria del Paese e occorre prevedere specifici criteri
che ne garantiscano la sopravvivenza”.

Scheda previsioni Legambiente su dati Ministero con dettaglio regioni

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