Le imprese agricole rischiano di soccombere e senza interventi strutturali niente sviluppo e competitività
26 Maggio 2010
Il presidente della Cia Giuseppe Politi, parlando alla tavola rotonda organizzata dall’Unipol Gruppo Finanziario sul tema “Per un futuro sostenibile”, boccia il “pacchetto” predisposto dal
governo. Una “stangata” che non risolve i problemi e penalizza il sistema imprenditoriale. L’agricoltura, che si è già vista sottrarre risorse per oltre un miliardo di euro, corre
il pericolo di cadere nel baratro più profondo. C’è invece bisogno di politiche e strategie economiche di ampio respiro che coinvolgano tutto il sistema produttivo del Paese.
“Per uscire dalla crisi e creare le condizioni di uno sviluppo solido e duraturo non si può procedere unicamente sul fronte dei tagli alla spesa pubblica e dell’inasprimento delle tasse.
Bisogna necessariamente predisporre le premesse indispensabili perché le imprese possano rilanciare la loro attività produttiva, favorire una nuova occupazione ed essere realmente
competitive a livello internazionale. La manovra varata ieri dal governo non va sicuramente in questa direzione. Nessuna misura di carattere strutturale, nessun intervento mirato alla crescita.
Siamo in presenza di provvedimenti iniqui che andranno a pesare sia sui cittadini che sulle aziende, senza, peraltro, aprire prospettive confortanti. E l’agricoltura, già in grandissima
difficoltà, sarà il settore economico che ne subirà i contraccolpi più pesanti. Le conseguenze rischiano di divenire disastrose. Migliaia di imprese con l’acqua alla
gola, strette da costi insostenibili, prezzi in caduta libera e redditi falcidiati, rischiano di chiudere in tempi brevi, con danni incalcolabili”.
E’ quanto affermato dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori nella tavola rotonda svoltasi a Roma promossa dall’Unipol Gruppo Finanziario sul tema “Per un futuro
sostenibile”.
Un incontro che si è tenuto all’indomani del Consiglio dei ministri che ha varato la manovra da 24 miliardi di euro e il presidente Politi ha colto l’occasione per sottolineare il giudizio
negativo sul “pacchetto” predisposto dal governo.
“Così – ha rimarcato – non si opera per un rilancio del sistema economico ed imprenditoriale. I tagli alla spesa improduttiva e l’inasprimento nella lotta all’evasione fiscale, pur
importanti, non rappresentano la panacea di una crisi dai contorni drammatici. Gli interventi approvati avranno ricadute pesanti sulle imprese, che vedranno crescere i costi, sui servizi
(sanità e assistenza in particolare) ai cittadini, che inevitabilmente si ridurranno. Una stretta drastica che, però, non è accompagnata da misure tese a ridare vigore
all’intero apparato produttivo. In questo modo non si va molto lontano e c’è il pericolo che questa manovra depressiva non solo sia inutile, ma anche dannosa”.
“Il settore agricolo, che con l’ultima finanziaria si è visto sottrarre risorse per oltre un miliardo di euro, corre il rischio di sprofondare nel baratro. Da tempo – ha rilevato il
presidente della Cia – avevamo sollecitato misure in grado di sostenere i redditi e di ridurre gli onerosi costi produttivi, contributivi e burocratici, favorendo il rilancio della
competitività e la valorizzazione del ‘made in Italy’. Niente di tutto questo è stato fatto. E oggi, con la manovra decisa, lo scenario diventa ancora più buio. Altri
gravami, soprattutto di carattere fiscale, ricadranno sugli agricoltori, senza che vi sia il pur minimo barlume per una ripresa economica dell’intero apparato agroalimentare. Così proprio
non va. Nei prossimi giorni esamineremo la situazione e valuteremo le iniziative da intraprendere a difesa della nostra agricoltura, sempre più dimenticata dal governo”.
Affrontando i temi della tavola rotonda dell’Unipol Gruppo Finanziario, Politi ha insistito sull’esigenza di politiche e strategie economiche di ampio respiro che coinvolgano tutto il sistema
produttivo del Paese. “Serve un’azione concentrica che abbia il sostegno dell’insieme delle forze economiche, dal lavoro dipendente a quello autonomo, dall’impresa al credito, al mondo
assicurativo. Tutti – ha insistito – devono operare attraverso un impegno comune per gettare le basi di uno sviluppo in grado di dare risposte all’intera società. Ma perché
ciò avvenga, occorre che da parte del governo, del Parlamento e degli Enti locali (Regioni in testa) siano portate avanti politiche eque ed efficaci. Politiche che possano delineare un
futuro sostenibile, moderno ed improntato alla giustizia sociale”.
Cia.it
Redazione NEWSFOOD.com + Web TV




