Le alghe nella Sacca di Goro

By Redazione

Bologna – Legambiente Emilia Romagna interviene sulla vicenda che vede la massiccia presenza alghe che ricoprono le acque della Sacca di Goro.

Francamente – reca una nota dell’Associazione – non si tratta di un fatto nuovo, si è di fronte ad una situazione cronica, dato che il fenomeno, sia pure con diverse variabili, si
presenta da decenni. Ogni volta,come è naturale si presentano richieste di interventi di emergenza, si fa appello alla Protezione Civile e alle autorità e si propone di metterci
un pezza. Si tratta di un’area sulla quale sussistono interessi economici, con una valenza naturalistica riconosciuta a livello europeo che ha permesso l’afflusso di ingenti finanziamenti da
diverse fonti.

L’area – prosegue la nota – è una delle zone più analizzate e studiate da esperti e ricercatori e sono molti – nonostante i mutamenti climatici intervenuti e i cicli meteologici –
gli elementi di valutazione disponibili. La situazione che si è determinata in questo periodo è la dimostrazione che è necessaria maggiore attenzione al fenomeno ma che
serve ancora di più intervenire tempestivamente per non trovarsi di fronte a sorprese sgradite come quelle di questi giorni, quando il tappeto di alghe si estende fino a creare gravi
problemi. La nostra associazione – continua la nota di Legambiente – ritiene che sia opportuno passare dalla politica degli interventi di emergenza alla ricerca attenta e senza pregiudizi di
soluzioni più stabili e durature. L’obiettivo – cui anche noi siamo disponibili a dare il nostro contributo – è quello di garantire sia la salvaguardia degli interessi economici
ingenti derivanti dagli allevamenti, che quelli derivanti dalla tutela e conservazione di una realtà ambientale e naturalistica che si presenta come una risorsa importante anche sul
piano economico per le popolazioni del territorio del delta.

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