Latte: produttori in crisi

Latte: produttori in crisi

La Cia sottolinea l’esigenza di misure come l’ammasso dei formaggi, l’etichettatura d’origine, la promozione dei prodotti lattiero-caseari, il raddoppio degli aiuti di Stato, che va esteso,
comunque, anche agli altri settori agricoli. Il ministro Zaia sollecitato ad una posizione di fermezza in difesa degli interessi dei nostri allevatori.

Il settore lattiero-caseario vive una situazione estremamente grave. I produttori sono sempre più in difficoltà, con prezzi in continua caduta libera e con costi che hanno ormai
raggiunto livelli insostenibili. Da parte dell’Ue occorre un’azione realmente incisiva che consenta di fronteggiare una crisi che non ha precedenti negli ultimi trent’anni. Servono misure
concrete che diano nuove e più confortanti prospettive.

Tra esse, l’aiuto all’ammasso privato dei formaggi, il sostegno alla promozione, l’origine della materia prima per tutti i prodotti commercializzati nell’Unione, il raddoppio degli aiuti di Stato
autorizzati senza il via libera preventivo di Bruxelles che, comunque, va esteso anche a tutti gli altri comparti agricoli. Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento
delle conclusioni del Consiglio dei ministro europei dell’agricoltura che si è tenuto ieri nella città belga.

Una riunione – afferma la Cia – che ha mostrato evidenti divergenze all’interno dell’Ue che rischiano di rendere ancora più complessi i problemi per le aziende lattiero-casearie italiane
che già fanno i conti con uno scenario assai precario. A preoccupare è, in particolare, la posizione di Francia e Germania che vogliono una revisione del sistema delle quote che
è in netto contrasto con gli intessi della nostra zootecnia da latte. Auspicio – sostiene la Cia – è che in occasione della sessione ministeriale del 19 e 20 ottobre prossimi a
Lussemburgo si arrivi ad un’intesa fra i “27” che permetta di superare la crisi causata dal crollo verticale dei prezzi del latte alla stalla, attualmente nettamente inferiori ai vertiginosi
costi produttivi e contributivi.

Per questa ragione la Cia sollecita il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia ad assumere una posizione di fermezza in difesa degli interessi dei nostri produttori e
contro quei tentativi da parte di alcuni paesi che vogliono modificare le norme in vigore sulle quote latte. Serve un’azione – rileva la Cia – che riequilibri un mercato, quello del latte, che
è in continua tensione e sta avendo riflessi fortemente negativi per le imprese italiane. E lo stesso documento sul settore lattiero-caseario elaborato dalla Commissione Ue contiene misure
che non sembrano, per forza ed efficacia, sufficienti ad affrontare le attuali difficoltà. Da qui l’esigenza di provvedimenti mirati, a cominciare dall’ammasso dei formaggi e
dall’etichettatura d’origine.

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