Lancet: «benzina e cibo spinti in alto da 1 miliardo di obesi»
16 Maggio 2008
Il fatto che il maggior consumo energetico dovuto al crescente numero di obesi presenti nel mondo sia corresponsabile dell’aumento dei prezzi della benzina e del cibo è una ragione in
più per impegnarsi nella lotta contro l’alimentazione scorretta che è anche la principale minaccia per la salute nei paesi sviluppati, dove interessa un miliardo di persone.
E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la ricerca pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Lancet secondo la quale la popolazione obesa consuma mediamente il 18 per cento di
energia in più per la maggiore quantità di cibo e utilizza anche più carburanti per muoversi in macchina
Secondo i calcoli di Phil Edwards e Ian Roberts della London School of Hygiene and Tropical Medicine, una persona di peso normale – riferisce la Coldiretti – consuma in media 1550 chilocalorie
di cibo al giorno per mantenere il proprio metabolismo basale e altre 950 chilocalorie per le attività quotidiane per un totale di 2.500 chilocalorie. A differenza, una persona obesa ha
bisogno di 1680 chilocalorie per persona al giorno per mantenere il proprio metabolismo basale e altre 1280 chilocalorie per le attività quotidiane per un totale di 2980 chilocalorie. La
differenza pari al 18 per cento è dovuta – sottolinea la Coldiretti – al maggior consumo di cibo che ha peraltro bisogno di essere trasportato prima di giungere in tavola oltre al fatto
che gli obesi si muovono piu’ spesso in macchina che non in bici o a piedi. Per gli autori, le politiche pubbliche che favoriscono il movimento e una corretta alimentazione e che combattono la
sedentarietà possono contribuire al contenimento dei prezzi del petrolio e dei prodotti alimentari che stanno provocando una situazione di emergenza in molti Paesi.
Peraltro, le malattie collegate direttamente all’obesità – precisa la Coldiretti – sono responsabili di ben il 7 per cento dei costi sanitari dell’Unione Europea poiché l’aumento
di peso è un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l’ipertensione, l’infarto e certi tipi di cancro, sulla base dei dati della
Commissione Europea. I ragazzi di questa generazione per la prima volta nella storia – precisa la Coldiretti – potrebbero essere i primi ad avere una vita più breve dei propri genitori
proprio per colpa delle malattie causate dall’obesità e dal soprappeso che interessano nel mondo un miliardo di persone, un numero superiore agli 800 milioni che soffrono di
denutrizione.
In Italia i casi di obesità o soprappeso, dovuti a una non corretta alimentazione, riguardano un terzo dei ragazzi e sono dovuti anche all’abbandono dei sani principi della dieta
mediterranea fondata su pane, pasta, frutta, verdura e extravergine e consumati a tavola in pasti regolari che hanno consentito agli italiani – sottolinea la Coldiretti – di conquistare fino ad
ora il record della longevità con una vita media di 78,6 anni per gli uomini e di 84,1 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea.
Occorre intervenire nelle case e nelle scuole per ricostruire un rapporto più consapevole dei giovani con il cibo anche con una maggiore attenzione ai menù anche delle mense dove
deve essere garantita la presenza di cibi sani come i prodotti tradizionali e la frutta e verdura locale che troppo spesso mancano dalle tavole delle giovani generazioni. Un obiettivo che –
conclude la Coldiretti – può anche essere incentivato con l’aiuto dei nuovi distributori automatici di frutta e verdura snack che si stanno diffondendo e dove è possibile
acquistare frutta fresca, disidratata o spremute senza aggiunte di zuccheri o grassi come alimento rompi-digiuno per una merenda sana alternativa al «cibo spazzatura».





