L'agricoltura bolognese cerca lavoratori extracomunitari

Bologna, 19 Dicembre 2007 – Sono circa 15000 i posti disponibili in Emilia Romagna per le assunzioni di lavoratori extracomunitari non stagionali, e tra sabato 15 e martedì 18 le
richieste di migliaia di aziende del settore agricolo sono partite in direzione del Ministero dell’Interno.

“Siamo soddisfatti per l’opportunità che queste quote rappresentano per l’agricoltura bolognese” afferma Roberto Maddè, Direttore di Coldiretti Bologna “Gli occupati stranieri
nelle campagne rappresentano ormai una componente strutturale indispensabile per tante produzioni tipiche agroalimentari, soprattutto nelle coltivazioni specializzate, come patate e cipolle,
tipiche del nostro territorio, nella frutta e nell’allevamento. E nelle famiglie contadine bolognesi, dove molto spesso gli anziani restano a far parte del nucleo familiare, è oggi forte
la necessità di operatori per l’assistenza alla persona”.
Quest’anno, grazie alla liberalizzazione degli ingressi nel settore agricolo dei lavoratori provenienti da Romania e Bulgaria, due Paesi a forte vocazione agricola entrati a far parte
dell’Unione Europea, la richiesta per il lavoro stagionale nei campi di “quote di ingresso” è diminuita. Resta invece alta la necessità di personale che lavori in modo
continuativo nel settore durante l’anno.
“La forte richiesta di manodopera” commenta Maddè – evidenzia la determinazione della parte più sana ed economicamente attiva dell’imprenditoria agricola bolognese a perseguire
percorsi di trasparenza e qualità del lavoro, adempiendo puntualmente agli obblighi connessi ai rapporti di lavoro dipendente. Un risultato che è frutto dell’impegno degli
imprenditori del settore per lo sviluppo di un’agricoltura al servizio della qualità ma anche della sicurezza della salute, dell’ambiente e dell’alimentazione, che vuole conciliare gli
interessi delle imprese, dei lavoratori e dei consumatori.”

Un’ultima perplessità rimane sulle nuove procedure di gestione delle domande messe in campo dal Ministero, che hanno richiesto tempi di invio molto lunghi, e sulla sproporzione,
segnalata in tutta Italia, tra le quote disponibili e le richieste inviate. “Indice” conclude Maddè “che il fabbisogno occupazionale nel nostro Paese è forte, e che gli strumenti
per fare incontrare domanda e offerta di lavoro vanno studiati in modo sempre più flessibile ed adeguato alle necessità di un’agricoltura che cambia, a Bologna come in tutta
Italia”.

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