Il Lago d’Iseo, “L’Oro in Bocca”, l’Olio Extravergine DOP … e la “Sarneghera”

Il Lago d’Iseo, “L’Oro in Bocca”, l’Olio Extravergine DOP … e la “Sarneghera”

Giuseppe Danielli:
L’altra settimana siamo stati a Moniga ed a Lazise dove, l’acqua del Lago di Garda, ha unito in matrimonio il Chiaretto, vino tipico della sponda bresciana con quello della costa veronese: grande la soddisfazione per entrambi.

Nei giorni scorsi siamo stati ospiti della manifestazione “L’oro in bocca” la più grande dedicata agli oli Dop in Lombardia promossa dal Ministero delle Politiche Agricole, Forestali e Alimentari e dalla Provincia di Bergamo, con il sostegno della Camera di Commercio, della Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, di Federdop e dei comuni del Sebino bergamasco.

Chissà che il prossimo anno anche le acque del Sebino, da sempre confine e baluardo naturale tra  i bergamaschi ed i bresciani, non riescano a fare il miracolo di sposare le due produzioni di extravergini Dop.

E magari rabbonire la “Sarneghera”, il violentissimo temporale che dai monti della bergamasca nel giro di pochi minuti giunge a Iseo accanendosi poi sui paesi della Franciacorta (vedi leggenda a fine articolo).

A “L’oro in Bocca” nei due giorni dedicati all’olio extravergine d’oliva Dop, hanno partecipato  48 aziende e 23 consorzi provenienti da tutta Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, che hanno portato in assaggio, oltre all’olio, prodotti tipici del proprio territorio: pomodori secchi sott’olio, pesto di carciofi, melanzane piccanti, mozzarelle (tutte bianchissime, nessuna blu), sughi per primi piatti, formaggi e altre golose specialità.

Il pane tipico bergamasco, “la Garibalda”, fragrante e speziato, è stato  il letto ideale su cui versare “l’Oro da portare alla bocca”.
Roberto Capello, presidente dei panificatori bergamaschi ha sottolineato: -“Un connubio eccezionale, il pane che abbiamo proposto è frutto della fantasia e della creatività dei nostri panificatori. È un pane tradizionale che si sposa bene con l’olio d’oliva e questa manifestazione ha offerto la possibilità a tutti i visitatori di conoscere la bontà del tradizionale pane bergamasco”.

“Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato Giorgio Bonassoli, assessore al Turismo della Provincia – perché con quest’evento abbiamo valorizzato il fascino dei nostri territori coinvolgendo anche molte regioni italiane e consentendo alla gente di assaggiare tutte le tipologie d’olio del nostro Paese”.
L’amministrazione comunale di Lovere si augura di poter ospitare il prossimo anno la manifestazione allargandola anche alla sponda bresciana del lago.
Da un altro lago, il Lario, il buon Don Abbondio direbbe: ” Sì, questo matrimonio sà da fare”.

A Lovere, Marco Antonucci, Capo Panel grande esperto di oli, ha saputo coinvolgere un numeroso pubblico di giornalisti e turisti, grazie a nozioni semplici su come riconoscere un olio extravergine di qualità, nei corsi di degustazione “Olio Dop o non Dop?”  e prima nel suo intervento ” L’Olio di Oliva del Frantoio è sempre Extravergine?” a Sarnico, abbiamo imparato che: l’olio di oliva proviene da una “raffineria” e l’olio extravergine di oliva proviene dal frantoio; la bassa acidità e la spremitura a freddo sono importanti e che non c’è senso parlare di “prima spremitura” poichè non esiste una “seconda spremitura”.

Più importante però sono la filtrazione dell’olio e la corretta conservazione, al buio ed al chiuso.
Era presente anche Benedetto Orlandi, responsabile del settore olivicolo della Coldiretti e Presidente Copa-Cogeca di Bruxelles: –  “Prima di acquistare un olio qualsiasi – suggerisce – è importante leggere attentamente l’etichetta, perché è come una carta d’identità, ci racconta la sua storia e ci dice se il prodotto è italiano, sicuro e garantito. Possiamo fare un acquisto più consapevole e una più giusta valutazione qualità/prezzo”.

Silvano Ferri, (vedi anche video-intervista fatta a CIBUS 2010) presidente Federdop Olio, ha sottolineato l’importanza della qualità nella scelta dell’olio:- “Abbiamo ritenuto importante patrocinare questa manifestazione – ha dichiarato – dove i visitatori hanno potuto conoscere e apprezzare gli oli Dop d’Italia in un contesto di straordinaria bellezza. L’Oro in Bocca è l’occasione per mostrare e fare assaggiare al consumatore la qualità delle piccole produzioni d’eccellenza rispetto all’olio che troviamo abitualmente al supermercato”.

Interessante l’intervento a Sarnico del Dott. Fiorenzo Cortinovis, Dirigente Medico  U.S. Dietologia Clinica presso l’Ospedale Riuniti di Bergamo, che ha spiegato, attraverso un percorso guidato “L’Olio extravergine di Oliva e le sue Proprietà Nutrizionali…Per una vita d’Oro”, che nella Dieta Mediterranea l’Extravergine d’oliva dovrebbe essere il condimento ideale perchè le sue proprietà influiscono in modo benefico sulla nostra salute: riduce il colesterolo “cattivo” e incrementa quello “buono”, ha una elevata azione antinfiammatoria ed antiossidante, ha una buona capacità di ridurre i radicali liberi e svolge una azione antitumorale preventiva.

Lo sapevate che 100 gr di olio (tutti gli oli vegetali) danno 900 Kcal? olio di arachide, olio di cocco, olio di colza, olio di semi vari …olio extravergine di oliva.
Non credete allora che poche gocce di buon olio extravergine possano dare “più gusto” di una dose ben più abbondante (e ben più calorica) di un qualunque altro olio “dietetico”?

I consigli del dott. Fiorenzo Cortinovis sulla corretta e sana alimentazione sono stati preziosissimi e saranno tema di ulteriori approfondimenti da parte di Newsfood.com .

La leggenda della Sarneghera
Fra le tante, ecco quella raccontata dalla nostra guida, Marco, che spiega l’origine della “Sarneghera”, il violentissimo temporale che dai monti della bergamasca, in pochi minuti, cala a Iseo accanendosi subito dopo sulla Franciacorta.

Chi ha la fortuna/sfortuna di vederlo arrivare assiste ad una scena quasi apocalittica: dapprima si scatena il vento, selvaggio, poi da Sarnico le nuvole scuriscono il cielo, rendendo il paesaggio lacustre tetro e minaccioso. Le acque si increspano diventando color fuliggine e poi, improvvisamente, il cielo scarica tutta la sua riserva di pioggia, con il fragore dei tuoni ed il bagliore dei lampi.

In pochi minuti è il finimondo per i paesi che si affacciano sulle sponde del Lago.

Secondo la leggenda, è dovuto alla bellezza e all’amore infelice di una giovane e bellissima castellana di Montisola.

Dal padre, controvoglia, era stata promessa in sposa ad un nobile della Franciacorta e tutti i giorni la fanciulla si recava a Sensole, in riva al lago, piangendo la propria sfortuna.
Un giorno cadde in acqua e sarebbe annegata se un giovane pescatore di Sarnico, che tutti i giorni la rimirava incantato, non l’avesse salvata. Nacque un idillio amoroso che durò finchè il padre li scoprì: la rinchiuse nel castello di Sensole ed  al povero pescatore toccò sorte ben peggiore. Il castellano, infatti, era un nobile molto potente e lo fece rinchiudere in una grotta profonda nascosta fra i boschi del monte sopra a  Sarnico.

Passarono molti mesi e inutilmente i due innamorati tentarono di fuggire. Poco prima del matrimonio della figlia, il signorotto diede ordine di ucciderne l’innamorato. La reazione della giovane
fu violentissima: per giorni si rifiutò di mangiare, piangendo ininterrottamente.
Impietosito dalla disperazione della ragazza il nobile di Montisola accondiscese alla figliola di andare
per l’ultima volta in riva al lago. Dopo una preghiera e aver salutato i paesaggi ameni in cui era cresciuta la fanciulla si gettò in acqua, per ricongiungersi al suo amato
pescatore.
La leggenda dice che quando la Sarneghera si scatena i due innamorati si stanno cercando e chiamando sul fondo del lago ma inutilmente ed il cielo, da Sarnico, per vendetta si scaglia su
Montisola e sulla Franciacorta per punirli delle colpe mai espiate.

Malelingue attribuiscono questa furia della Sarneghera ai focosi giochi d’amore durante le rare occasione di incontro tra i due giovani amanti.

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

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