La Toscana scommette su partecipazione e e-democracy

Toscana, 17 Novembre 2007 – Tutti seduti attorno a grandi tavoli tondi ricoperti da panni colorati, in dieci o quindici per ogni tavolo: 100 a Marina di Carrara, altrettanti in nove sedi
periferiche a coprire tutta la Toscana, tutti collegati in rete, nelle sedi delle Asl e nei punti di accesso gratuito ad internet, i Paas della Regione Toscana, diffusi in tanti comuni.

Stamane i alle 10.00 è iniziato a Marina di Carrara il secondo electronic town meeting della storia toscana. Da lontano sembra di assistere a tante partite di poker, con il risultato,
come in ogni gioco, mai scontato. E una partita in fondo lo è: una scommessa con il metodo della partecipazione, la scommessa della giunta toscana che alla vigilia dell’approvazione da
parte del Consiglio regionale di una legge sulla partecipazione, che guarda alla Francia ma anche al mondo anglosassone e che sarà discussa entro dicembre, tenta anche così di
conciliare democrazia partecipativa e democrazia rappresentativa.
L’anno scorso, sempre a Marina di Carrara, la Regione decise di coinvolgere i cittadini in un grande evento di democrazia partecipativa: 408 cittadini e cento volontari si riunirono per
decidere insieme le linee guida della futura legge regionale sulla partecipazione. A distanza di un anno, ancora con la collaborazione dell’Associazione “Avventura urbana”, altri trecento
toscani discuteranno oggi fino alle sei del pomeriggio se sia giusto o meno pagare il ticket sulle prestazioni sanitarie, si domanderanno, nel caso, chi lo dovrebbe pagare e quali possano
essere le alternative, ma anche quali siano i servizi, sanitari e sociali, su cui le istituzioni dovrebbero più investire.
Lo faranno senza la mediazione dei classici canali rappresentativi, con l’ausilio delle tecnologie: in un’assemblea che non è un’assemblea, guidati da un facilitatore per ogni tavolo,
tutti muniti di un computer e di un telecomando, alternando la discussione ai tavoli all’ascolto di esperti, per poi, di volta in volta, votare. In un’assemblea tradizionale molti ascoltano ma
non tutti hanno la possibilità di far sentire la loro voce. L’electronic town meeting, evoluzione di quell’assemblea di cittadini che appartiene agli istituti delle democrazia diretta
anglossassone e che si è sviluppata nel corso del Settecent! o, è invece un metodo perfetto per fare discutere insieme tante persone e per conoscere le loro opinioni, man mano che
si formano o si modificano.
Chi partecipò l’anno scorso scelse di farlo iscrivendosi. Quest’anno i partecipanti sono stati estratti a sorte da un campione casuale ma rappresentativo dell’intera popolazione
toscana.
I lavori si svolgeranno in tre sessioni: “ticket sì e ticket no”, “chi è giusto che paghi il ticket” e “servizi sanitari di territorio”. Al termine della giornata, attorno alle
18, sarà stilato un report che darà conto delle opinioni emerse nell’arco dell’intera giornata e che sarà consegnato alla giunta, strumento utile (anche se non vincolante)
per definire scelte e politiche dei prossimi anni.

Le presenze nelle dieci sedi – Al Carrara Fiere di Marina di Carrara sono ci sono 100 cittadini stamani, seguiti da 17 facilitatori. Ad Abbadia San Salvatore , nella sede Paas
dell’Amiata grossetana, sono in 13 ed un facilitatore. Alla Asl di Arezzo i partecipanti sono 17 ed un facilatore, alla Asl di Empoli 12 e due facilitatori, al Meyer di Firenze 21 e due
facilitatori, nel Paas di Follonica 10 e un facilitatore, alla Asl di Livorno 13 e un facilitatore, alla Asl di Prato 14 e due facilitatori, al Paas di San Marcello Pistoiese 11 ed un
facilitatore, nella sede dell’Urtat di Siena 6 ed un 1 facilitatore.

Walter Fortini

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