La Social card non è sufficiente a sostenere i redditi più bassi
25 Novembre 2008
I provvedimenti a sostegno dei pensionati sono deludenti. Nelle misure presentate ieri dal governo alle parti sociali, nell’incontro a Palazzo Chigi, non ci sono importanti
novità. Lo sottolinea l’Associazione nazionale pensionati della Cia-Confederazione italiana agricoltori.
In questo contesto, l’introduzione di una tessera personale, la cosiddetta “social card”, per i cittadini meno abbienti rappresenta, secondo l’Associazione
pensionati, una forma di schedatura piuttosto discutibile. Non solo. Diventa problematico il suo utilizzo nelle zone di campagna, popolate spesso da pensionati soli, dove i negozi non
sempre sono attrezzati per la tessera elettronica.
A tal proposito i pensionati della Cia ricordano che la “social card” prenderà il via, entro dicembre, con un credito immediato di 120 euro, che comprende i mesi di
ottobre, novembre e dicembre. Poi da gennaio 2009 ci sarà un credito bimestrale di 80 euro, 40 mensili, da spendere in beni di consumo o nel pagamento delle bollette. Sono 1,2
milioni le persone che potranno usufruire del provvedimento: i pensionati con più di 65 anni, le famiglie con tre figli con una sola casa, ma con reddito Isee non superiore a
6.000 euro, 8.000 euro per chi ha più di 70 anni.
L’Associazione pensionati della Cia rileva che il governo ha annunciato un “bonus” fiscale per pensionati e famiglie con figli a carico, il blocco delle tariffe
dell’autostrada, ferrovie e dei mutui. Un provvedimento, quest’ultimo, che potrebbe rendere obbligatoria la rinegoziazione dei mutui troppo onerosi. Non sono state
presentate indicazioni rispetto all’ammontare dei fondi messi a disposizione per i vari provvedimenti, ma l’impostazione della manovra non consente facili ottimismi, tenuto
conto dei vincoli dell’Ue e della situazione della finanza pubblica nel nostro Paese.
Per l’Associazione pensionati della Cia siamo, quindi, molto lontani dagli annunci fatti rispetto agli interventi per sostenere il reddito delle famiglie e dei pensionati, orientati
alla necessità di mantenere i ritmi di spesa del passato e far riprendere, in questo modo, i consumi.
Confidiamo -concludono i pensionati Cia- che il Consiglio dei ministri di venerdì prossimo riveda questa situazione ed attivi un intervento sulla tredicesima dei pensionati in
grado realmente di dare un contributo di ripresa dei consumi.





