La riforma delle comunità montane secondo Cgil, Cisl e Uil
4 Giugno 2008
«Il testo di riordino degli enti territoriali, in particolare delle Comunità montane, è una buona base di discussione per dare una risposta adeguata con nuove funzioni e
servizi di qualità ai Comuni anche attraverso l’affidamento di compiti e competenze aggiuntive».
Lo sostengono i segretari regionali di Cgil-Cisl-Uil, Pepe, Falotico e Vaccaro, a seguito dell’incontro con il presidente De Filippo, che ha consegnato e illustrato al sindacato la bozza del
disegno di legge.Secondo Cgil-Cisl-Uil e le federazioni del pubblico impiego «la riforma delle Comunità montane deve coniugare la giusta esigenza riformatrice, finalizzata a
rivitalizzare questi enti intermedi mediante nuove competenze e attraverso una riduzione dei costi degli organi istituzionali, con la volontà di gestire questi cambiamenti concertando e
salvaguardando con il sindacato le complesse esigenze dei lavoratori, compresi quelli precari».
Cgil-Cisl-Uil si sono riservate un approfondimento del disegno di legge, a partire dalle questioni inerenti lo stato giuridico, il numero delle nuove Comunità locali, le funzioni,
l’equilibrio finanziario gestionale e soprattutto le problematiche di gestione del personale, tutte questioni che saranno affrontate con il pieno coinvolgimento dei lavoratori già a
partire dall’incontro previsto per venerdì prossimo.
«Il presidente De Filippo, – riferiscono Pepe, Falotico e Vaccaro – ha condiviso questo percorso e si è impegnato a riconvocare le organizzazioni sindacali».





