La MORA, Tradizione e Gusto: un evento da mangiare

La MORA, Tradizione e Gusto: un evento da mangiare

By Redazione

La Mora, protagonista prestigiosa della cucina romagnola, torna in piazza per la gioia dei buongustai, in un evento tutto da mangiare. A Bellaria Igea Marina (RN)l’edizione 2010 sarà
ancora più lunga e più appetitosa del solito e colorerà la cittadina romagnola in due fine settimana ricchi di novità e gusto. Quest’anno sarà possibile
assaporare la Mora nei weekend del 6-7 febbraioe del 13-14e anche il 9 febbraiodurante la fiera di Sant’Apollonia, festa patronale della ridente cittadina di Romagna che per l’occasione si
animerà di tanti appuntamenti con l’arte, la tradizione e il gusto.

A vederla scorazzare nelle vallate attraversate dal fiume Lamone, si potrebbe scambiare per un piccolo cinghiale selvatico ma la Mora Romagnolaè in realtà un’antica, pregiatissima
razza suina della Terra di Romagna, salvata nell’ultimo decennio perfino dall’estinzione. A differenza della sua cugina più comune, la Mora ha un’indole più rustica e vigorosa e una
fortunata predisposizione all’ingrassamento che rende le sue carni in proporzione più grasse rispetto a quelle delle altre razze e quindi più morbide e saporite. Tante le ricette
tipiche del menù che potranno essere degustate presso il ristorante allestito in piazzale Perugia da Bell’Atavola, Associazione organizzatrice dell’eventoe punto di riferimento del settore
gastronomicoper Verdeblu, Società di Promozione Turistica del Comune di Bellaria Igea Marina.

A raccontare e soprattutto far assaggiare una bella fetta del patrimonio gastronomico locale, ci saranno gli allevatori di zona della Mora Romagnola che prepareranno ricette dal sapore antico per
un menu che delizierà anche i palati più esigenti. All’esterno del ristorante, proprio sulla piazza, verrà allestito un mercatino dove sarà possibile acquistare i
prodotti tipici appena gustati grazie alla presenza dell’associazione “E porc l’è un bagoin” che si occuperà di lavorare le carni e preparare il fresco da vendere. Da segnalare la
presenza del suino che potrà essere ammirato dal vivo, in più prenderà vita una particolare mostra ideata da COPAF, Consorzio di Valorizzazione dei Prodotti dell’Appennino
Faentino, realizzata con 70 scatti che mostrano le varie fasi di lavorazione della pregiata razza suina.

Grazie alla COPAF, che ad oggi raccoglie e monitora più di cinquanta allevamenti nazionali, la Mora torna ad essere protagonista della cucina romagnola. Dal 2005 inoltre, Copaf è
l’associazione di riferimento incaricata del Presidio Slow Food che da sempre promuove l’educazione al gustoe difende le piccole produzioni di qualità caratterizzate da pratiche di
lavorazione tradizionali. Sempre a cura del Presidio Sloow Food è previsto un laboratorio del gustocon degustazione di salumi di Mora Romagnola intitolato “Alla riscoperta di antichi
sapori” che guiderà i palati più curiosi a conoscere questo antico suino.

Il laboratorio, gratuito per il pubblico, si terra domenica 07 febbraioverso le ore 17:00presso il padiglione del ristorante, è gradita la prenotazione. A guidare il percorso gastronomico
sarà il Prof. Cesare Dacci massimo conoscitore del prodotto e Presidente dei Produttori CO.P.A.F. Bellaria Igea Marina si prepara a far festa e ad accogliere un pubblico attento e
interessato a scoprire una delle cucine tradizionali dell’immenso patrimonio gastronomico italiano.

La “Mora Romagnola” – SCHEDA TECNICA

La Mora Romagnola è una razza suina tipica del territorio romagnolo e ideale per i sistemi di allevamento all’aperto. Si distingue per il pelo scuro (da cui il nome di “Mora”), per il
taglio a mandorla degli occhi e per la presenza di zanne molto lunghe che la rendono molto simile al cinghiale. La Mora cresce in molto più tempo rispetto alle razze comuni e si
caratterizza per una maggiore percentuale di grasso presente nella sua carne.

Nella seconda metà del secolo scorso, con la diffusione degli allevamenti industriali e la crescente necessità di disporre in poco tempo di esemplari adulti pronti al macello, la
lentezza nella crescita di questa razza ha fatto sì che venisse abbandonata dagli allevatori e che rischiasse l’estinzione (i 22.000 esemplari presenti nel 1949 si ridussero ad appena
dodici nel 1997). Oggi grazie alla volontà di alcuni allevatori la Mora è stata salvata e sopravvive con un migliaio di esemplari. Attualmente sono 53 gli allevamenti in tutta
Italia, di cui 32 solo nelle provincie di Rimini e Ravenna, riuniti nel Consorzio di Valorizzazione dei Prodotti dell’Appennino Faentino (COPAF).

Il consorzio, nato nel 1989, attualmente associa il 90% del patrimonio zootecnico di razza suina mora romagnola. La COPAF svolge il ruolo fondamentale di tutela e valorizzazione della razza “Mora
Romagnola”, unendo passione antica e tecniche di produzione moderne che devono attenersi ad un rigido disciplinare. Dal 2005, inoltre è l’associazione di riferimento per il Presidio Slow
Food, un progetto che preserva le piccole produzioni di qualità, realizzate secondo pratiche artigianali tradizionali.

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