La Grappa si aggiudica il 1° round contro il “fai-da-te”

La Grappa si aggiudica il 1° round contro il “fai-da-te”

Grazie anche alle forti pressioni dell’Istituto Nazionale Grappa e dei suoi associati, il 3 novembre scorso è stata infatti comunicata all’Assemblea del Senato la decisione presa
dagli stessi presentatori del DDL sulle c.d. “grappe artigianali” di ritirare la proposta. È stato lo stesso senatore Enrico Montani, in data 23 ottobre 2009 a ritirare, anche a nome
degli altri firmatari, il disegno di legge recante le “Disposizioni concernenti la produzione artigianale e senza fini di lucro di grappe e di acquaviti di frutta”.

A questo è seguita, poi, la ripresentazione da parte dei medesimi firmatari di un nuovo DDL leggermente modificato per superare i principali aspetti di criticità evidenziati dagli
operatori. Modifiche che fanno però discutere, in quanto non significativamente differenti dalla prima versione presentata.

Le parole del Presidente ING Cesare Mazzetti: “L’Istituto Nazionale Grappa si è fortemente battuto per contrastare questa proposta da noi giudicata iniqua e pericolosa, e il
ritiro del DDL ha rappresentato l’esito positivo dei nostri sforzi. Purtroppo, scorrendo questo nuovo testo, ci sembra che si tratti solo di un belletto, cioè che tali aspetti siano solo
stati coperti, ma non risolti. Rimane la mancanza di garanzie sulla salute, rimane la problematicità dell’uso della indicazione geografica protetta (perché di ciò si tratta)
“grappa”, rimane l’iniquità del trattamento fiscale nei confronti degli operatori onesti. Rimane, alla base di tutto, la completa mancanza di utilità di un provvedimento che non
è richiesto da nessuno, e che al massimo potrebbe fare felice un pugno di agriturismi, perché potrebbero offrire ai propri clienti un bicchierino gratuito esentasse (e magari
rovinare loro il pranzo, con un distillato di pessima qualità)”.

Leggi Anche
Scrivi un commento