La Giunta campana stanzia 1,5 milioni di euro per ritiro e termodistruzione latte non in regola
28 Marzo 2008
Napoli – La giunta regionale della Campania, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e dell’assessore alla Sanità, ha stanziato 1,5 milioni di euro per il
ritiro e la termodistruzione del latte di bufala interdetto al commercio in seguito al rinvenimento di tracce di diossina oltre i limiti previsti dalle norme comunitarie.
La procedura di ritiro e distruzione – che la Regione ha deciso di gestire direttamente – sarà realizzata attraverso una stretta collaborazione tra tecnici regionali e forze dell’ordine
e le altre autorità preposte ai controlli.
«Abbiamo lavorato intensamente, da tempo e ancora in questi giorni e in queste ore, con il Governo e in particolare con il ministero degli Esteri, dell’Agricoltura, della
Sanità e del Commercio Internazionale per garantire il massimo rigore nei controlli e per ristabilire un giusto clima di fiducia nel rapporto commerciale con gli altri paesi»
ha dichiarato il Presidente della Regione Campania.
«Insieme – ha continuato il Presidente – abbiamo dimostrato che la mozzarella di bufala è un prodotto sicuro e garantito, e può continuare ad essere una delle
bandiere del made in Italy in tutto il mondo. Per rendere ancora più sicura e trasparente la filiera produttiva di questo prodotto d’eccellenza, abbiamo deciso di occuparci direttamente
del ritiro e della termodistruzione del latte non in regola. Massimo rigore nei controlli e sostegno alla proiezione internazionale del settore agroalimentare sono e saranno gli elementi chiave
della nostra strategia di valorizzazione della bufala made in Campania» ha concluso il Presidente.
La delibera istituisce un apposito nucleo operativo composto da personale del settore veterinario della Regione, da un rappresentante del Se.Sirca (settore Sperimentazione, informazione,
ricerca e consulenza in agricoltura), da componenti dell’Arpac e dell’Orsa (Osservatorio sulla sicurezza alimentare), da un rappresentante del settore ecologia, da un membro esperto
dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, da un dirigente dipartimentale del servizio veterinario dell’Asl competente per territorio, da un esperto in zootecnia, alimentazione
animale e tecnologie di allevamento e da un esperto in tossicologia veterinaria dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’, Facoltà di Veterinaria.





