LA DIFFICOLTA’ DI CAPIRE LE PAROLE INUTILI

LA DIFFICOLTA’ DI CAPIRE LE PAROLE INUTILI

Non siamo tutti letterati, laureati in lingua italiana o professori, molte sono le persone che si sono fermate alle medie o alla scuola dell’obbligo e qualcuno, in classe scriveva “Io, speriamo
che me la cavo”.

Il mio Maestro di giornalismo Indro Montanelli mi diceva sempre: ricordati quando scrivi, ti deve capire il prefetto e la sua cameriera.
Oggi i soloni che scrivono di enogastronomia usano parole  incomprensibili, con  delle stravaganze che lasciano perplessi.
Ecco alcuni esempi della settimana:
 
Attilio Scotti per Newsfood.com
Fatti&Misfatti
 
– Cortona DOC Syrah
La compattezza impenetrabile del suo rubino stranamente non mi allarma. Non so perché ma non vedo volontà oppressiva in quella esultanza cromatica; casomai, da come scorre nel
calice, la gioiosa consistenza di un frutto naturalmente concentrato, spremuto e messo lì, nel mio bicchiere di oggi
(un sito web)

– Il Farmer’s Market, con le norme, le imposte e i plateatici loro propri. (inchiesta sulla frutta e verdura a km zero nei mercatini).
(un sito web)

– Al naso un profumo intenso, quasi baroccheggiante, in bocca una luminescenza calda che esplode in cannella e fiori rupestri spontanei che s’insinuano in note amare di zagare.
(un sommelier spiega un  Barolo d’annata al castello di Grinzane Cavour)

– Questo formaggio racchiude il tarassaco, la girupina, il cardamomo, e le sue gocce trasudano il sudore dei pastori di alpeggio
(ad una degustazione di formaggi Onaf a Sondrio)

– C’è dentro, tutto, il dannunzianesimo provocante e libertario a partire dal primo sorso fino a centellinare le ultime gocce
(sommelier Ais ad una degustazioni di vini bianchi veneti a Verona)

– Sono una giornalista laureata ed esperta di storia, ermeneutica e letteratura, negata ai fornelli
(un sito web)

– I pomodorini di Pachino consegnano al piatto la cromaticità ed un caleidoscopico sapore che s’insinua sulle papille, massaggiandole  con indubbia abilità propedeutica.
( uno chef  alla presentazione di un suo piatto a Lugano )

– Ecco un souvenir di lumache alla bourguignonne e poi l’inteso merluzzo dedicato a Theolonius Monk,improvvisazione in cucina iper-riflessiva sulla tecnica e sul modello del santone pazzo del
jazz. Miscela di ingredienti da tutto il mondo: il merluzzo perché nel suo brodo infuso al tonno essiccato, gli spaghetti al nero di seppia ottenuti da radici, carote, cipollotto, daikon e
sedano sbollentato, sul fondo e la pelle convertita in un oscuro ricettacolo di profumi balsamici, un piatto dove il cuoco spegne la luce e mette tutti al buio e fa vivere solamente la sensazione
palatale
(uno chef  2009)

Attilio Scotti
Enogastronomade
attilioscotti@bluewin.ch

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