La Cina riconosce ufficialmente il Prosecco – Bravo Zanette!

La Cina riconosce ufficialmente il Prosecco – Bravo Zanette!

La Cina riconosce ufficialmente il Prosecco – Bravo Zanette!

Bravo Zanette! … vittoria di squadra, di rete, di sistema: un esempio per molti altri consorzi italiani

Un bel regalo di Natale!

 di Giampietro Comolli
Newsfood.com, 11 dicembre 2021

La Cina riconosce ufficialmente il Prosecco

Fa enormemente piacere – con grande soddisfazione come italiano-europeo e uomo di tutela del vino per oltre 40 anni da produttore a direttore di consorzi di tutela – constatare la primaria registrazione del nome-marchio-brand “prosecco” in Cina grazie all’impegno del Consorzio presieduto da Zanette fin dalla sua costituzione e al sostegno del ministero Affari Esteri, Ambasciata, Console e Dipartimento UE.

Vittoria di squadra, di rete, di sistema: un esempio per molti altri consorzi italiani. Correva l’anno 1995 (cioè 25 anni fa!!) ed ero direttore del Consorzio Tutela Vini Franciacorta e Sebino da 3 anni e avevo appena portato a casa la prima Docg “distrettuale” per un vino ottenuto con fermentazione in bottiglia scatenando un putiferio nel Comitato Nazionale Vini per i vari “sostenitori” di altri distretti.

Ricordo che, grazie ad una segnalazione all’aiuto dell’OIV, risolvemmo la questione di un uso improprio di denominazione con la più grande cantina in Uruguay che produceva e faceva marketing (una mega bottiglia di vino alta più di 10 metri all’ingresso di Buenos Aires) su un loro vino “Franciacorta”! Il proprietario della cantina Irurthia era allora il vice presidente del Senato dello stato Uruguaiano.   Registrai come “brevetto industriale” (una assurdità difronte a valore della proprietà intellettuale di una DO ma non era il caso di fare i sofisti al di là dell’Atlantico, importante era il risultato!) il marchio Franciacorta (classe vino spumante) in 24 paesi del mondo, primi fra tutti.

Stessa cosa fece il Consorzio dell’Asti Docg. Ottenemmo un grande risultato con una Europa totalmente assente sul tema e con un Ministero che non voleva sentir parlare di DO paritetiche a brevetti industriali. Vinsero da soli i produttori di Franciacorta per “caparbietà, passione, intelligenza”. Come aveva sancito il Trattato di Lisbona del 1991 non avevamo via di scampo: non si chiese la registrazione della DO o IG in Uruguay perché saremmo stati perdenti in partenza.

 

Complimenti presidente Zanette e complimenti agli uffici tecnici-legali di supporto. Un risultato che fa ben sperare non solo in termini di riconoscimento delle proprietà intellettuali, ma soprattutto di difesa verso marchi falsi e falci Proseck o Prisek o Perseck di turno…, ma soprattutto in termini commerciali il mercato cinese per il vino del mondo è la nuova frontiera. Bisogna saperlo affrontare, valutare, conoscere e saper rispondere alla domanda: non è facile portare il cinese borghese di oggi verso i vini con le bollicine. Va meglio nei settori dell’alta nomenclatura. Ora un “pilastro” è stato posto, bisogna lavorarci ancora molto.   L’attacco e la posizione Australiana fa ben capire quanto tutti i produttori di vino al mondo guardino a quel mercato e quanto siano importanti ai fini commerciali “tutte” le sfumature e impegni necessari per fare in modo che esista una libera concorrenza, trasparente, ma di riconoscimento di un lavoro collettivo che è anche sinonimo di territorio, passione, impegno imprenditoriale, tutela di una storia. Benissimo tutte le transizioni innovative e tecnologiche, benissimo il libero mercato, ma certe regole se affidate e se scelte devono essere non cancellate. Anzi. Soprattutto quando un “disciplinare” di produzione contempla regole, impegni, salvaguardie, tutele non “ad personam” ma collettive, comuni, uguali per un gran numero di imprese. questo valeva nel 1995 per il Franciacorta e vale ancor più oggi 2021 per il Prosecco Doc. in un certo senso anche un “£aiutino” per il Prosecco Superiore Docg se l’applicazione della concessione fosse estensibile. Ma questo è uno degli aspetti “in-interni” della stessa piramide o mondo o sistema Prosecco che è e diventerà sempre più uno strumento di guida, di valore, di sostegno, di credibilità e di successo da Valdobbiadene di Treviso  a Prosecco di Trieste, da Verona a Udine.

 

Oggetto: La CINA riconosce il PROSECCO
Data: 23 dicembre 2021 13:02:54 CET
La CINA riconosce il PROSECCO
Importante conferma sul fronte della tutela internazionale
 
 Treviso 23 Dicembre 2021. Il Consorzio del Prosecco DOC, guidato da Stefano Zanette, chiude l’anno ottenendo un importante riconoscimento internazionale. Una partita cominciata nel lontano 2014 quando il Consorzio, per garantire la protezione della denominazione, ha depositato in Cina il marchio collettivo PROSECCO.
In seguito alla pubblicazione del marchio, il Consorzio ha ricevuto una opposizione da parte dei produttori di vino australiano rappresentati dall’AUSTRALIAN GRAPE AND WINE INCORPORATED, volta ad ostacolare la protezione della IG (indicazione Geografica) Prosecco. L’opposizione mirava infatti a non far riconoscere il marchio e ad impedirne la registrazione.  
 L’ufficio marchi cinese (in sigla CNIPA) invece ha rigettato l’opposizione australiana decidendo che il marchio “PROSECCO” – essendo un’indicazione geografica- è idoneo a svolgere la funzione di marchio per distinguere l’origine dei prodotti. 
Si tratta di un risultato particolarmente importante, anche considerato il ruolo strategico del mercato cinese.
 Un successo attestato anche dall’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese, Luca Ferrari, che in una lettera inviata al Presidente Zanette esprime i suoi “personali rallegramenti per la positiva conclusione del procedimento in questione, che rappresenta un passo avanti nella difesa della denominazione “Prosecco” in questo Paese.  Si tratta di un ottimo risultato ottenuto grazie alla costante sinergia fra l’Ambasciata d’Italia a Pechino, le istituzioni italiane sul territorio nazionale e il Consorzio”.
 Pronta la risposta di Zanette che ringraziando l’Ambasciatore Ferrari per la gentile testimonianza, conferma che “il successo dell’operazione va ascritto al costante lavoro di tutela svolto dal Consorzio, supportato dalla grande collaborazione dell’Ambasciata Italiana a Pechino e della Commissione Europea che con il loro contributo hanno aiutato il Consorzio a raggiungere questo importante risultato internazionale, dimostrando ancora una volta quanto la sinergia tra istituzioni pubbliche e private risulti vincente”. 
 
 

 

 

 

 

Giampietro Comolli

Redazione Newsfood.com
© Riproduzione Riservata

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

Redazione Newsfood.com
Contatti

 

 

Leggi Anche
Scrivi un commento