Buon Padre di Famiglia, figura giusta da Presidente della Repubblica… riflessioni fine anno 2021

Buon Padre di Famiglia, figura giusta da Presidente della Repubblica… riflessioni fine anno 2021

Buon Padre di Famiglia, figura giusta da Presidente della Repubblica

Riflessione a 360 gradi di Giampietro Comolli, a fine anno 2021… se vogliamo dare un futuro ai nostri figli!

Newsfood.com, 21 dicembre 2021

Riflessione a 360 gradi a fine anno 2021 di un convinto ottimista ma ben consapevole della instabile e pericolosa situazione in cui viviamo

di Giampietro Comolli

Sono sempre stato, e sempre sarò, un convinto ottimista. Individuare problemi, porli sul tavolo, essere critico non vuol dire essere disfattista e polemico.
Essere intellettualmente onesto vuol dire porsi dalla parte di tutti. Quello che non mi piace è il consociativismo e il collateralismo che sfocia nel nepotismo e nelle lobbies.
Fare squadra, meglio ancora fare sistema, è fondamentale è intellettualmente e concretamente onesto ma con finalità non autoreferenziali, di speculazione e di sopraffazione sui più deboli.
Questa premessa è d’obbligo leggendo i giornali, i post e i messaggi social su diversi temi di attualità oggi. Non parlo di pandemia: non mi compete sul serio, non cavalco il danno altrui per presenziare. Mi riferisco a noi tutti cittadini/utenti/ consumatori/elettori… come preferite. Ovvero a tutte le cose (leggi e regole) che in questi anni ci stanno segnando la vita. L’elenco è lungo.
Da sempre sappiamo che vivere non sono solo rose e fiori, ma ci sono spine, recessi, tagli, insuccessi, cambi obbligati. Però qualche iniziativa “intellettualmente corretta”, non politicamente corretta, ma onesta, equa, strutturale, di sistema, di prospettiva, di speranza si deve saper prendere, almeno da parte di chi ha avuto la nostra delega elettorale, un mandato.
 
Mitterand (socialista), oltre 40 anni fa in Francia, emanò una legge che nessuno dopo di lui osò cambiare una virgola anche se era molto settoriale, diretta, specifica: “tutti i dipendenti pubblici devono essere i migliori e un esempio per tutti gli altri lavoratori, intendendo anche i parlamentari e ministri”.
Non sono un filo francese, amo la trasparenza, chiarezza, forza, determinazione con molta equità. Vista la negativa situazione di allora, occorreva un rimedio. Fin dal primo giorno che ho capito che l’obbligatorietà del vaccino era inequivocabile anche per le tante indicazioni e scelte ondivaghe, le paturnie mentali, gli opposti pareri fra opinionisti di tutti i tipi compreso infettivologi… mi sono meravigliato che non fosse condiviso.
Sicuramente l’Italia ha bisogno di un grande presidente della Repubblica ma ha scopi e funzioni diverse da quelle strettamente politiche e di gestione di un primo ministro, per cui la scelta può anche uscire dal solito “cerchio” politico e dalle logiche: ora tocca a me… ora tocca a me perché sono il partito più costituzionalista, più votato, più democratico. Non è il momento di giocare a “cicca e spanna”.
Anche la politica deve dare un segno almeno di “condivisione” della precaria situazione del cittadino italiano. Di citazioni astratte,  il cosidetto “cittadino”, non campa. Perché certi regolamenti “parafulmini e paracadute” parlamentari firmati dai Questori, non richiesti dalla Costituzione, non vengono aboliti?  Benissimo pagare meno tasse, ma c’è chi ne ha bisogno per vivere e chi per spendere di più per cose non indispensabili: è il momento sociale e civile per non capire questo assioma?
Il sindacato e lo sciopero sono  diritti acquisiti inalienabili: ma non sarebbe meglio averne uno solo, con costi di gestione più bassi, meno estensione di permessi e di agevolazioni soggettive sul luogo di lavoro e più azioni oggettive mirate al benessere, anche salvavita o salva usura in certi lavori?
 
E’ giusto, nel 2021 con una Europa che ha aperto uno spiraglio (ma si chiuderà di sicuro), vedere nuovamente 1600 richieste di finanziamenti sul bilancio dello Stato per “servizietti” nel collegio o ambiente elettorale che distolgono fondi strutturali e strumentali per cose più utili e necessarie al “nazional riformismo”?
E’ giusto accettare dall’Europa che dopo 50 anni di percorso pro-tutela degli alimenti Dop-Doc oppure dopo 10 anni di scontro-soluzione del problema migranti da sud verso nord, si accettino banali semafori sui cibi secondo 1-2 parametri quando per la iscrizione di una DO ne occorrono almeno 10-12 per salvaguardare il consumatore europeo, si accettino i divieti delle migrazioni secondarie  e non si affronti il tema della migrazione vitale per certe popolazioni?
 
Il momento non è entusiasmante alla vigilia del Santo Natale, oh scusate delle Festività generiche, per molti italiani. Non voglio essere Cassandra né polemico né negativo… ma occorre un vero cambio di passo e la manovra di bilancio di fine anno del nostro Paese non può essere la solita “ dichiarazione positiva” per poi nascondere o peggio agire in modo non conforme.
Certo “Mario”, Mario Draghi,  è una garanzia politica ed economica per tutti, guai a toccarlo o anche solo tirargli la giacchetta perché da persona ricca e per bene, sa benissimo le fatiche di un povero, di un disagiato. E’ squalificante giocare a braccio di ferro con il Premier, soprattutto per chi lo minaccia o lo propone essendo da decenni dentro l’ingranaggio e usufruendo di prebende  personali e di categoria.
Sono aumentati i poveri in Italia, sono aumentati i senza tetto, sono in aumento i giovani laureati (24-34 anni) senza un lavoro certo, senza paracadute con stipendi netti al mese di 1000-1200 euro quando sono fortunati. Come fanno a farsi una pensione decente, indipendentemente se a 102 o 98 o 104 di sommatoria?

Dare un servizio gratis non è mai istruttivo, dare una assistenza gratuita a chi è sotto una certa soglia è un obbligo intellettuale, morale, pratico per chiunque, sia nato o credente nel riformismo sempre dichiarato, sia convinto che il populismo non è solo una caccia di voti di chi ha il mal di pancia e non il cervello a posto.
Ma dare una “paghetta” senza chiedere nulla come verifica e come aiuto o come collaborazione mi sembra una cosa fuori da ogni logica di paese moderno con la schiena dritta ma anche aperto a chi è debole e difficile.

 
In Italia, oggi, ci sono almeno 1,1-1,5 milioni di posti di lavoro (tutti nella applicazione reale della più ampia transizione ecologica come voluta chiamare da qualcuno, escludendo sanità, scuola, servizi urbani) già esistenti che necessitano, da Pantelleria ad Aosta, di una chiare progettualità e programma nell’ambito della Riforma Nazionale. Costo? Circa 10 miliardi dei famosi 200 messi sul piatto dall’Europa, di cui ci renderà conto sicuramente prima della fine del mandato di Draghi.
Che numeri avremo da presentare?  Con molta convinzione ed onestà intellettuale e massimo rispetto per tutti, ribadisco ai lettori il mio augurio di un felice sereno speranzoso Santo Natale … in famiglia, in pochi, molto attenti, con tutte le precauzioni ben note a tutti senza bisogno che tutti i martedì, o tutte le sere, alle ore 21 qualcuno ci propini l’ennesima news o prezzemolata del politico di turno… molti dei quali artefici di uno stato comatoso, assuefatto, vischioso, marmellatoso, consociativo per pochi eletti e debitorio (non solo economico) dell’Italia.              

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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