La Recantina di Caneva dei Biasio… la riscoperta di un vitigno misterioso e una Trattoria ritrovata

La Recantina di  Caneva dei Biasio…  la riscoperta di un vitigno misterioso e una Trattoria ritrovata

La Recantina di Caneva dei Biasio… la riscoperta di un vitigno misterioso e una Trattoria ritrovata

 

La Caneva dei Biasio è orgogliosa di presentare la propria nuova produzione: la Recantina del Montello e Colli Asolani DOC.
“Il colore rubino intenso e il profumo caratteristico di frutta rossa di sottobosco, creano una struttura elegante abbinata a tannini morbidi e setosi”, spiega Walter Porcellato, il titolare dell’azienda. “Perfetto per i piatti a base di carne con salse e sughi, formaggi di media-lunga stagionatura e selvaggina”.

Chi fosse interessato, può acquistarla direttamente al wine shop o chiedere informazioni su www.lacanevadeibiasio.it

Recantina del Montello e Colli Asolani DOC La Caneva

La Recantina è un vitigno autoctono dalla bacca nera che viene coltivato nella provincia di Treviso fin dall’antichità. Si tratta di un vitigno che ha corso un serio rischio di estinzione con l’avvento della fillossera all’inizio del Novecento e che è stato oggi recuperato grazie a un lungo lavoro di ricerca. La Recantina viene citata più volte già alla fine del Seicento tra le migliori varietà del trevigiano e in un’indagine pubblicata nel 1874 risulta tra le uve rosse più coltivate in tre comuni di Treviso, due di Asolo e due di Castelfranco per un totale di 28.815 ettolitri di vino. Poi, a partire dal 1900, nessun ampelografo o ricerca viticola parla più della Recantina, come fosse misteriosamente scomparsa.

La Recantina sopravviveva però nella memoria dei viticoltori e anche in alcuni vecchi filari e vigneti della zona dei Colli Asolani, soprattutto nella zona del Montello, a volte viene confusa col Raboso. Proprio in questa zona ha sede la Caneva dei Biasio, precisamente a Riese Pio X. Precisamente a Cendrole, borgo sorto su un fertile prato dove un tempo vibrava un culto dedicato alla dea pagana di Diana e dove più di mille anni fa sorse una chiesa dedicata alla Madonna. Qui l’Impero Romano fece passare la più antica centuriazione dell’Asolano e qui le fresche acque dell’Avenale donano forza alla terra.
La storia della Caneva dei Biasio invece inizia qualche anno dopo: un secolo fa. Era esploso il Novecento e Giovanni Angelo Porcellato, il bisnonno degli attuali titolari, per obbedire alla guerra combatté tra l’Isonzo e il Collio. Ferito gravemente, tornò a casa e si inventò la Caneva: ottenne la “privativa”, la licenza per vendere sale e tabacco, e pure la licenza di “hostaria” di fronte al Curiotto, la stradina di campagna che Giuseppe Sarto, prima di diventare Papa Pio X, percorreva (le scarpe in mano, per non consumare la suola) per pregare la Madonna. Per pubblicizzarsi, il fondatore piantò lo storico cartello: “Da Ioani el soto ghe xe sempre un bon goto”. Tutti ridevano bevendo i grandi vini importati dal Collio e quelli della viticultura minore: il Clintòn, il Bacò e il Nostràn.

La cantina La Caneva

 

Vennero gli anni Quaranta e il figlio Giovanni portò avanti l’osteria gestita dalla madre Luigia, a Nona Jija, aiutato dalla moglie Amelia, che le affiancò un casoin, mentre il marito accendeva il forno per il pane. Un’abilità, quella del panettiere, che lo salvò in guerra, quando dopo l’Albania e la Croazia, fu deportato in Germania. Al suo ritorno, il richiamo naturale del vino risuonò nella sua anima. E il profumo era quello del Prosecco dei Colli di Conegliano e Valdobbiadene. Conserviamo ancora oggi una bottiglia di Cartizze del 1952, una delle prime imbottigliate da quella che ormai era la casa Vinicola La Caneva dei Biasio (ah, dimenticavamo: Biasio è la menda dei Porcellato).

 

Osteria La Caneva

Negli anni Sessanta fu costruita la parte antica della cantina, qui oggi troneggiano le grandi botti. Negli anni Settanta l’attività venne assorbita dai figli, che aprirono la società attuale. Ristrutturarono gli stabili e investirono nell’impianto di imbottigliamento, che ad oggi è uno dei più attrezzati del Veneto e può produrre fino a ventimila bottiglie di spumante al giorno.
Negli anni Novanta l’Osteria divenne la Trattoria  che oggi è tornata ad essere Osteria La Caneva ed è punto di riferimento per chi ama la cucina trevigiana.

 

 

 

 

La Caneva dei Biasio
Via Cendrole, 7
31039 Riese Pio X (TV) Italia

| p.iva 00319130266

 

 

Redazione Newsfood.com
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