Italia, paese leader della viticoltura sostenibile

Italia, paese leader della viticoltura sostenibile

By Redazione

Oggi la viticoltura non è solo vino.

Gli addetti ai lavori ritengono sempre più importanti aspetti di carattere etico-sociali, come la difesa dei vitigni indigeni e la scelta di un sistema di produzione che tenga in
equilibrio il buon vino con la tutela del territorio. E, lungi dall’essere problemi, tali elementi diventano molle per il marketing, favorendo la fama ed aumentando gli acquisti.

A tracciare il quadro, Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, presente al convegno “La Green Economy del vino – Territorio, Innovazione, Qualità, Sostenibilità”, svoltosi
oggi a Montefalco.

Secondo Guidi, nel settore della viticoltura sostenibile l’Italia parte in vantaggio. Essa può vantare un alto numero di vitigni autoctoni ed un clima che favorisce l’agricoltura e la
lotta alle malattie.

A questo si deve abbinare una precisa politica d’intervento, in primis tramite gestione economica curata e relazioni positive tra norme giuridiche, necessità ecologiche e
possibilità imprenditoriali. In sintesi, “Proporre un protocollo di vitivinicoltura sostenibile è senz’altro in linea con le esigenze di tutela del patrimonio naturale, ma
è importante che sia anche compatibile con la logica d’impresa”.

Guidi sottolinea inoltre come il ruolo di Confagricoltura sarà di vigilanza sui nuovi criteri di lavoro: così facendo, le aziende italiane saranno competitive senza perdere le
particolarità e le caratteristiche uniche dei loro vini.

Infatti, aldilà di norme, economia e mosse di mercato, il centro di tutto rimane il campo con le viti: “Le scelte nel vigneto, che conservano l’integrità degli ecosistemi, e le
tecniche enologiche che esaltano le specificità locali costituiscono la base di un approccio per la sostenibilità del vino, un valore aggiunto agli stili, ai volumi e alle
tecniche di produzione”.

Matteo Clerici

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