ISMEA e il Consorzio DOC delle Venezie a Vinitaly 2025

ISMEA e il Consorzio DOC delle Venezie a Vinitaly 2025

By Giuseppe

Livio Proietti, Presidente di ISMEA:-“Il Pinot Grigio delle Venezie è un asset strategico per il nostro Paese, che contribuisce in maniera determinante all’affermazione del vino italiano all’estero e al mantenimento della sua posizione di leadership a livello globale per produzione e quantitativi esportati.

 

Newsfood.com, 7 aprile   2025

La partnership tra ISMEA e il Consorzio DOC delle Venezie fu istituita l’anno scorso, su impulso del Consorzio per affrontare le proprie scelte sulla base di conoscenze ed elementi oggetti. Saggia scelta, visto la fase di trasformazione che sta attraversando il mondo del vino, associata anche ai cambiamenti dei gusti e degli stili di consumo, nel quadro di un progressivo ricambio generazionale e di una crescente attenzione agli aspetti salutistici e di sostenibilità ambientale.

 

Insomma, una situazione di non facile lettura, nel quale il sistema vitivinicolo italiano è tuttavia in grado di giocare un ruolo di assoluto protagonista, anche grazie al supporto dei dati sempre più centrali nei processi decisionali delle aziende.  E, quindi, la presentazione della partnership a Vinitaly, presso l’area espositiva del MASAF, è un esempio di modello imprenditoriale replicabile per altri attori del comparto, è stato sottolineato dai Presidenti di ISMEA Livio Proietti e del Consorzio DOC Delle Venezie Albino Armani ed anche dagli altri partecipanti all’incontro moderato da Costanza Fregoni (Direttore responsabile VVQ Vigne, Vini & Qualità) e, cioè, Fabio Del Bravo (responsabile della Direzione Filiere e Analisi di Mercato ISMEA), Stefano Sequino (Direttore Consorzio DOC Delle Venezie), Eugenio Pomarici (professore dell’Università degli Studi di Padova) e Sergio Marchi (Direttore Generale di ISMEA).

ISMEA e il Consorzio DOC delle Venezie a Vinitaly 2025

E’ stata anche un’occasione per esaminare i numeri, decisamente lusinghieri, della denominazione che associa gli areali del Pinot Grigio del Triveneto, attestandosi al primo posto in Italia per produzione di vini fermi e al secondo posto in assoluto, con una quota del 10%. Il 2024, secondo le elaborazioni ISMEA, ha fatto registrare un ulteriore incremento degli imbottigliamenti della DOC, che hanno raggiunto 1,7 milioni di ettolitri (+4%), una tendenza che dovrebbe proseguire anche nel 2025 come evidenziano i dati di questa prima parte dell’anno. Le vendite all’estero hanno registrato  un forte incremento; i dati elaborati da ISMEA e presentati al Vinitaly rivelano, dall’introduzione sul mercato della DOC Delle Venezie nel 2017, un volume dell’export più che raddoppiato, con una crescita a tripla cifra anche del fatturato (+117%).  

Altro dato interessante emerso dalla relazione dell’Istituto è il graduale spostamento del vigneto Italia verso il Nord-Est, con una crescita record della superfice vitata dal 2000 a oggi in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige (rispettivamente +38%, +53% e +13%). Un andamento in netta controtendenza rispetto alla dinamica osservata nel resto della Penisola, conseguente anche al programma straordinario di espianti che ha caratterizzato alcune aree produttive europee.

“Il Consorzio DOC delle Venezie rappresenta oggi il più grande modello di integrazione interregionale, unendo sotto un’unica denominazione d’origine i territori di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – ha commentato il presidente Armani -. La denominazione oggi conta una superficie vitata potenziale di circa 27mila ettari e una produzione annua di 230 milioni di bottiglie tracciate e dotate del Contrassegno di Stato, pari a circa il 70% della produzione totale di Pinot Grigio del Triveneto.

Con questi numeri, il Consorzio trova in ISMEA un partner strategico che gli permette di trasformare l’analisi dei dati in un vantaggio competitivo nei mercati. L’obiettivo di questa partnership è monitorare la funzionalità e l’efficienza della nostra filiera a livello produttivo e commerciale, attraverso ricerche e studi approfonditi della congiuntura, della struttura e delle strategie del comparto vitivinicolo territoriale.

Questo modello innovativo e – come ci auguriamo – replicabile da altri Consorzi e aziende, è pensato per ridurre i rischi e anticipare le tendenze in un mercato sempre più incerto e imprevedibile”. Così, questo protocollo, secondo il Presidente di ISMEA, Proietti, “ci permetterà di sviluppare analisi approfondite sui mercati, sui costi di produzione e sulle dinamiche commerciali, fornendo dati essenziali per le strategie di crescita e valorizzazione della denominazione. Il Pinot Grigio delle Venezie è un asset strategico per il nostro Paese, che contribuisce in maniera determinante all’affermazione del vino italiano all’estero e al mantenimento della sua posizione di leadership a livello globale per produzione e quantitativi esportati. ISMEA conferma così il proprio impegno nel fornire strumenti di analisi e conoscenza a supporto degli operatori, nell’ottica di una filiera sempre più competitiva, resiliente e preparata alle sfide della contemporaneità”.

Oltre alla presentazione del protocollo sottoscritto con Ismea e di una grande selezione di etichette della denominazione d’origine Delle Venezie – oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica DOC il Pinot Grigio – il Consorzio presieduto da Albino Armani è stato fra i protagonisti di diversi incontri come il convegno, organizzato da UGIVI (Unione dei Giuristi della Vite e del Vino) dal titolo “Consorzi di Tutela alla prova della riforma 2024: evoluzione normativa e strategie per la valorizzazione delle Denominazioni”. Quello organizzato da AGEA dal titolo “Vino e promozione nei paesi terzi: la normativa, la filiera del territorio e il ruolo di AGEA” e,  ancora, quelli in programma l’8 aprile su “La nuova frontiera dei vini a bassa gradazione alcolica naturale e varietà resistenti: strategie di intervento e prospettive commerciali” e l’intervento all’evento organizzato mercoledì 9 dai Carabinieri e dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino dal titolo “Il vino italiano nel mondo – prospettive culturali, economiche e giuridiche”. 

Testo di Michele Pizzillo

(Michele Pizzillo site:newsfood.com)

 

 

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