Islanda, la Cina è vicina, anzi è tra tutti noi: no comment!

Islanda, la Cina è vicina, anzi è tra tutti noi: no comment!

Qualche tempo fa, in una fiera in Germania, ho incontrato un noto personaggio politico che ora ha anche un’azienda agricola e produce dell’ottimo vino.
Nel Governo si occupava di agricoltura ma mi ha confessato che ha iniziato a capire qualcosa della terra e dei problemi di chi la lavora, da quando è diventato lui stesso un contadino
(contadino di lusso, con tanto di operai, attrezzature all’avanguardia, enologo personale, ecc).
Alla domanda:-” Onorevole, ma cosa sta succedendo in Italia e nel mondo?  Non si capisce più cosa si voglia fare, non si sa più cosa sia di destra e cosa sia di sinistra. Non
ci sono linee chiare ed i voltagabbana giocano coi voti e non sanno nemmeno cosa sia la vergogna. C’è speranza per una politica che abbia un po’ più a cuore le sorti del Paese e dei
nostri figli, oppure siamo arrivati al “arraffa più che puoi, finchè puoi?”.

La risposta:-“Caro Direttore, hai ragione, le cose stanno cambiando in fretta. Una volta, fino a quindici, venti anni fa, non era tutto perfetto, c’erano problemi ma la gente lavorava ed il Paese
cresceva. Oggi non ci sono più regole…(mettendomi una mano sulla spalla, mi sussurra…) nemmeno più nella Mafia!”

No comment!

A maggio al webinar mondiale della Barilla ho ascoltato due economisti americani che parlavano di carestie mondiali in vista e che la Cina, il Brasile e l’India avevano già acquistato
parecchi chilometri quadrati di terreno in Africa…non volevo crederci.
Oggi ne ho una ulteriore conferma.

Mi chiedo: tra cinquanta anni, quante saranno le lingue, i dialetti e le etnie scomparse? con la potenza di invasione silenziosa dei cinesi (schiavi del lavoro e scevri da dottrine religiose) e
dei musulmani (molto meno lavoratori ma succubi di una religione che permette la lapidazione e grandi produttori di prole), senza dimenticarci delle popolazioni africane che sono costrette ad
abbandonare il loro continente …che speranze abbiamo di mantenere le nostre tradizioni, la nostra lingua, la nostra identità? Che speranze abbiamo di dare un futuro vivibile ai nostri
figli?

No comment!

PS:
Si dice che in Italia i Cinesi non muoiono mai, non si vede mai un funerale…ma vi siete mai chiesti perchè non si vedono fidanzatini cinesi con uno/una di un’altra etnia?

No comment!

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

Ecco il comunicato di Coldiretti:

Inizio messaggio inoltrato:
Da: “Coldiretti – Relazioni Esterne”
Data: 30 agosto 2011 17:16:25 GMT+02:00
Oggetto: CINA: ISLANDA; COLDIRETTI, GIA’ COMPERATI 3 MLN DI ETTARI IN AFRICA

N.637 – 30 Agosto 2011
 
CINA: ISLANDA; COLDIRETTI, GIA’ COMPERATI 3 MLN DI ETTARI IN AFRICA
 
La Cina ha già acquistato oltre tre milioni di ettari di terreno per una superficie pari al Lazio e all’Abruzzo insieme, soprattutto in Africa e Sud America per scopi agricoli ma
l’interesse all’accaparramento di terra si estende anche alle risorse minerarie ed energetiche che vengono sottratte alle comunita’ locali. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare
l’acquisto da parte di uno degli imprenditori immobiliari piu’ ricchi di Cina di 300 chilometri quadrati in Islanda, con l’obiettivo di realizzare un resort per ecoturismo con un progetto di 100
milioni di dollari.
 
Il gigante asiatico è stato negli ultimi anni – sottolinea la Coldiretti – il principale protagonista dell’acquisto di terreni coltivabili nel mondo a partire dal 1995 nello Zambia per poi
investire in 3 milioni di ettari di terreno per la sola coltivazione del riso un po’ in tutta l’Africa oltre che in Messico, Cuba, Laos, Russia e circa 3 milioni di ettari.
 
Prima dell’Islanda l’attenzione della Cina si era concentrata dall’America latina all’Africa, dove il terreno costa meno e sono stati firmati accordi in materia di cooperazione agricola che hanno
portato all’insediamento di 14 aziende di Stato in Zambia, Zimbawe, Uganda e Tanzania e si prevede che presto – continua la Coldiretti – che un milione di nuovi imprenditori agricoli cinesi
potrebbe essere presente nel continente africano.
 
Il fenomeno del land grabbing ovvero l’accaparramento di terreni agricoli è stato condannato dalla stessa Fao perché sottrae le risorse primarie dei paesi interessati che spesso si
trovano in condizioni di difficoltà economica. Una nuova forma di colonialismo favorita – conclude la Coldiretti – da una globalizzazione senza regole che tratta le risorse primarie come
beni qualunque e favorisce le speculazioni.
 
 

Anche per questo comunicato: No comment!

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

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