Il vino d’Italia conquista anche l’Oriente

Il vino d’Italia conquista anche l’Oriente

Diffondere e far apprezzare il vino italiano in Cina, sfruttando la formula “Contaminazione tra cibo cinese e vino italiano”.

Questo il compito di Enoteca Italiana, per questo da dicembre attiva a Shangai con iniziative di promozione e sensibilizzazione del meglio dell’offerta nazionale.

Gli addetti ai lavori sono concordi: entro il 2014, la Cina diventerà il sesto consumatore di vino mondiale, e le importazioni di tale bevanda avranno nei prossimi 4 anni una crescita
media del 19,6% annuo. Perciò, è imperativo che l’Italia abbia solide radici commerciali in loco.

Allora, la regola di base è, come detto, accoppiare le pietanze locali col vino del Belpaese. Così, si svolgono corsi di formazione per sommellier, cuochi ed addetti alla
ristoranti, che imparano a fondere il vino tricolore con le specialità nazionale. Poi, nella Sede di Ynsangh vengono presentate e gustate nove etichette di eccellenza: Vernaccia di San
Gimignano Docg, Chianti Docg, Chianti Colli Senesi, Rosso di Montalcino Doc, Rosso di Montepulciano Doc, Chianti Classico Docg, Chianti Classico Riserva Docg, Vino Nobile di Montepulciano Docg
e Brunello di Montalcino Docg. Tali bevande entreranno nelle cantine dei ristoranti cinesi collaboratori con l’Enoteca, che potranno così presentare agli avventori una wine list dal
sapore italico. Infine, Enoteca continuerà a coordinare e rispondere alle necessità (anche di merce) degli attori coinvolti, al fine di creare un flusso costante import-export di
vino italico nella ristorazione locale.

Il sistema è ben definito anche a livello geografico. L’operazione è iniziata a Shangai: nel futuro, si toccheranno città di seconda fascia (second tier) e terza fascia:
Chengdu, Dalian, Nanjing, Qingdao, Shenzhen, Suzhou, Tianjin. Tutte metropoli (relativamente) poco popolate, ma importanti per la crescita economica e tecnologica.

Allora, bando alle esitazioni ed avanti idee chiare ed azioni ficcanti.

Così Giovanni Pugliese, Coordinatore progetto Cina di Enoteca Italiana: ” E’ un progetto pilota a cui ne seguiranno altri. Ora tocca alla Toscana, poi successivamente saranno coinvolte
le denominazioni di altre regioni italiane. Il vino italiano in Cina sta ancora attraversando una fase di inserimento e le nostre eccellenze hanno tutte le carte in regola per giocare la
partita del gusto sulle tavole dei ristoranti cinesi. Versatilità, varietà e qualità sono le tre chiavi del successo dei vini dei nostri territori per un perfetto
abbinamento con la variegata cucina cinese”.

Matteo Clerici

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