Isae, cresce a febbraio la fiducia dei consumatori

Isae, cresce a febbraio la fiducia dei consumatori

 

Secondo l’inchiesta ISAE realizzata tra il giorno 2 e il giorno 18 del mese la fiducia dei consumatori italiani segna a febbraio un ulteriore recupero, tornando sui valori di
dicembre 2007 e attestandosi a 104,1 da 102,6.
Il maggior ottimismo riguarda le opinioni sul quadro personale, che migliorano per l’ottavo mese consecutivo (dallo scorso luglio) e si posizionano in prossimità dei valori
di luglio 2002: ad essere favorevoli sono soprattutto le indicazioni relative al mercato dei beni durevoli e al risparmio. Giudizi più favorevoli sulle opportunità di
risparmio spingono al rialzo anche l’indice relativo al quadro corrente, che passa da 110,3 a 111,6 ritornando sul valore del novembre 2007; le attese a medio termine rimangono
invece sostanzialmente stabili a 90,7 (erano 90,6 in gennaio) mentre tornano a scendere quelle sul quadro economico generale.
A favorire il miglioramento della fiducia in questa fase è probabilmente soprattutto il calo di giudizi e previsioni relativi all’andamento dell’inflazione: si
ridimensionano ulteriormente i giudizi sugli aumenti registrati negli ultimi 12 mesi permangono stazionarie e si conferma il forte rallentamento, già emerso in gennaio, della
dinamica attesa per i prossimi 12 mesi. Nel dettaglio territoriale, la fiducia risulta in miglioramento nel Nord, in lieve recupero nel Centro e in moderata flessione nel Sud.

Quadro economico generale
I consumatori esprimono in questo caso valutazioni ancora improntate al pessimismo, soprattutto a causa dei timori legati alla crisi internazionale, che sono attesi influire
negativamente anche sul quadro del mercato del lavoro. Più nel dettaglio, dopo il miglioramento di gennaio, le valutazioni sulla situazione economica generale dell’Italia
registrano nuovamente una flessione: il saldo relativo all’andamento degli ultimi 12 mesi cala da da -115 a -123, quello concernente le attese a medio termine scende -33 a -40. Di
nuovo in peggioramento è infine prevista l’evoluzione a breve del mercato del lavoro: il saldo relativo alle attese di incremento della disoccupazione passa da 94 a 97, in
prossimità dei massimi storici.
Riguardo alla dinamica inflazionistica, i giudizi sugli aumenti registrati negli ultimi 12 mesi si ridimensionano ulteriormente a 56 (66 in gennaio), minimo dal maggio del 2007; le
attese per i successivi 12 mesi si confermano a -25 in termini di saldo, minimo dal marzo del 2006. Si amplia dunque ulteriormente il calo rispetto ai massimi raggiunti nella prima
metà dello scorso anno (con valori pari a 141 a giugno per i giudizi e a 26 per le aspettative a marzo).

Situazione personale
L’indebolirsi della dinamica inflazionistica sembra soprattutto riflettersi favorevolmente sulla situazione personale dei consumatori. A parte una leggera cautela prospettica
circa l’evoluzione della situazione familiare (il relativo saldo peggiora da -13 a -15), tutte le altre variabili che compongono l’indicatore della fiducia personale
mostrano un’evoluzione favorevole. In particolare, la famiglia valuta in maniera più positiva la propria situazione presente (il saldo recupera da -45 a -44) e soprattutto
il proprio bilancio (il saldo aumenta da 2 a 8); ritiene il momento presente assai favorevole non solo per risparmiare (da 138 a 154 il saldo) ma anche per acquisti di beni durevoli (il
saldo recupera da -83 a -77, miglior risultato dal gennaio del 2007). Per i prossimi 12 mesi, inoltre, i consumatori prevedono maggiori possibilità materiali di risparmio: il
relativo saldo recupera a -62 da -71 di gennaio), miglior risultato da marzo 2007.
Riguardo al mercato dei beni durevoli, si ricorda che a partire da gennaio 2009 le intenzioni di acquisto per i prossimi 12 mesi vengono rilevate in maniera differente rispetto al
passato per esigenze di armonizzazione con il questionario adottato in sede europea. Sulla base delle risposte degli intervistati, il 61% dei consumatori effettuerà nei prossimi
12 mesi acquisti in quantità simile al passato, mentre il 30% ridurrà la propria spesa (per il 15% in maniera marcata); soltanto l’8% intende infine effettuare spese
maggiori o molto maggiori rispetto al passato.

La fiducia dei consumatori su base territoriale
Il recupero della fiducia dei consumatori registrato a livello nazionale è sintesi di andamenti differenziati sul territorio: l’indice risulta in miglioramento nel Nord e,
in misura minore, anche nel Centro mentre è in lieve flessione nel Sud. Come nella sintesi nazionale il miglioramento caratterizza soprattutto il clima personale mentre segnali
negativi provengono dalle opinioni sul clima economico del paese, in particolare nel Nord Ovest e nel Sud.
Nord Ovest l’indice registra l’aumento proporzionalmente maggiore fra le ripartizioni (da 103,2 a 105,5) valore più alto dal dicembre del 2007. Il miglioramento
è dovuto soprattutto a valutazioni più favorevoli della situazione corrente e personale.
Fortemente negativi emergono per contro i giudizi e le previsioni sulla situazione economica generale del paese e sul mercato del lavoro.
Nord Est: anche in questa ripartizione aumenta la fiducia (da 101,5 a 102,7). Il miglioramento è dovuto non solo al quadro personale ma anche, in controtendenza con tutte le
altre ripartizioni, alle prospettive future. Si manifestano, anche in queste regioni, timori circa il quadro economico generale.
Centro: la fiducia aumenta, pur in misura minore rispetto alle regioni del Nord: l’indice passa da 101,5 a 102. Il risultato di sintesi è dovuto alla lieve prevalenza
dell’ottimismo circa il quadro personale e corrente rispetto alle preoccupazioni sulla situazione del paese e al pessimismo circa il futuro.
Mezzogiorno: nelle regioni del Sud prevalgono per contro le valutazioni sfavorevoli: l’indice scende da 105,2 a 104,8. Segnali positivi sulla propria situazione personale e
sostanzialmente invariati circa il clima corrente non riescono a compensare il pessimismo che caratterizza le prospettive future e soprattutto le valutazioni sul quadro economico del
paese.

 

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