Intolleranza al lattosio, segnale di malessere psicologico

Intolleranza al lattosio, segnale di malessere psicologico

Latte e latticini diventano off-limit per un numero crescente d’italiani, convinti di essere vittime di una “semplice” intolleranza alimentare al lattosio. Tuttavia, spesso i problemi in
questione piantano le radici in una situazione di malessere psicologico.

Questa la tesi espressa da una ricerca dell’Irccs Cà Granda (Unità di gastroenterologia) di Milano, diretta dal dottor Guido Basilisco e presentata alla corrente Digestive Disease
Week.

L’indagine scientifica è iniziata quando 102 persone si sono presentati all’ospedale lombardo, lamentando una serie di problemi legati ad una potenziale intolleranza al lattosio. Sono
così iniziati i controlli: test del respiro (breath test) e questionario sul sintomi fisici e stato mentale.

Basilisco ed i suoi colleghi hanno stabilito come la (cattiva) forma psichica fosse legata a doppio filo a problemi fisici come dolore addominale, gonfiore, scariche e tensione del basso
ventre.

Gli studiosi puntano allora il dito contro un disturbo somatoforme. Tale disturbo psicologico è definito da sintomi che imitano problemi fisici (come i problemi legati ad allergie ed
intolleranze) la cui causa è però esterna alla meccanica organica. Tuttavia, rimane un livello di influenza fisica. Le analisi dei ricercatori milanesi hanno infatti mostrato come
la somatizzazione si traducesse in intolleranza dopo aver ingerito 15 grammi di lattosio.

Tirando le somme, il dottor Basilisco mette in chiaro due concetti. Primo, i sintomi spesso indicati come spie dell’intolleranza al lattosio “Potrebbero in realtà rivelare un disturbo
somatoforme”.

Secondo, tali problemi portano molti a terapie-fai-da te, con al centro l’eliminazione dei latticini, che lo studioso definisce “Comportamento da evitare, potenzialmente controproducente”.

Infatti, non solo l’eliminazione di latte e compagnia priva il corpo di nutrienti utili ma (non essendo il vero motore del problema) non elimina i sintomi.

Come rimedio, Basilisco propone così un approccio cognitivo interpersonale diretto a ristabilire una dieta normale, che possa includere latte e latticini.

Matteo Clerici

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