Influenza nordamericana, Assocarni: nessun rischio di contagio dalle carni suine

Influenza nordamericana, Assocarni: nessun rischio di contagio dalle carni suine

By Redazione

Roma – La filiera suina italiana è del tutto estranea a quella che non deve diventare l’ennesima inesistente psicosi mediatica alimentare,
essendo escluso qualsiasi rischio di trasmissione di tale patologia con le carni, i salumi o qualsiasi altro prodotto suino.

E’ quanto dichiara Luigi Scordamaglia, Vice Presidente di Assocarni, l’Associazione dell’Industria italiana delle carni, che ricorda come lo stesso nome “influenza suina” sia assolutamente
improprio (l’Organizzazione mondiale della Sanità la ha infatti ridenominata Influenza del Nord America) in quanto il suino non è più in alcun modo connesso con tale
malattia.

Al di là del fatto che il virus sia originariamente derivato da una ricombinazione dell’influenza suina, aviaria ed umana, oggi l’unica modalità di contagio possibile è il
contagio interumano mentre tutti gli esperti mondiali sono d’accordo nell’escludere categoricamente ogni possibile rischio di trasmissione con carni o prodotti suini.

Il nostro Paese ha già subito emergenze mediatiche come quella dell’Influenza aviaria e della BSE che – pur essendosi confermate in Italia come grandi “bufale” rispetto alle
catastrofiche previsioni inizialmente diffuse – hanno messo in ginocchio interi ed importanti settori produttivi grazie ad allarmismi mediatici ingiustificati.

L’Italia ha una filiera produttiva suina di oltre 9 milioni di suini allevati nelle più rigide condizioni igienico sanitarie esistenti ed un’industria di trasformazione con la sapienza
più antica del mondo e la tecnologia più moderna che dà origine a prodotti trasformati di sicurezza assoluta, qualità eccellente e conosciuti in tutto il mondo. Le
istituzioni ed i media hanno la responsabilità di ribadire l’assoluta estraneità di tale filiera al problema sanitario oggi oggetto di attenzione.

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