Influenza suina: tengono i prezzi della carne suina, ma le condizioni generali restano difficili

Influenza suina: tengono i prezzi della carne suina, ma le condizioni generali restano difficili

By Redazione

Malgrado l’incontrollato diffondersi delle più disparate notizie sull’influenza, Confagricoltura sottolinea come a Milano abbiano tenuto le quotazioni della carne suina che peraltro,
come più volte con preoccupazione segnalato nelle passate settimane, sono poco sopra i minimi dell’anno.

La commissione prezzi all’ingrosso, riunitasi come di consueto presso la Camera di Commercio per valutare lo stato del settore e definire il prezzo, ha riscontrato infatti quotazioni
pressoché stabili in un mercato che comunque ha perso il 30% del valore in soli quattro mesi.

I capi da macello di 170 kg, le cui cosce fresche sono per lo più avviate alla trasformazione in prosciutti crudi DOP, hanno quotato 1,077 euro al chilo, ossia poco più – un
centesimo – del minimo dell’anno 0,016 euro kg, toccato un mese fa.

Nel  settore, che già stava vivendo una situazione di mercato estremamente delicata, c’e’ preoccupazione – rileva Confagricoltura – anche per quello che potrà essere
nell’immediato futuro il comportamento dei consumatori.

“L’emergenza sanitaria diffusasi a seguito dell’insorgere in America centrale di numerosi casi d’influenza non deve trasformarsi in ingiustificato allarmismo perché – ricorda
Confagricoltura – il sistema produttivo italiano offre le più ampie assicurazioni per un consumo sanitariamente e qualitativamente ineccepibile. Ma soprattutto  perché, 
come ampiamente riportato dalle più autorevoli istituzioni scientifiche mondiali, nessun prodotto suino è pericoloso ed il principale, se non unico veicolo di contagio, come per
l’influenza stagionale, è la trasmissione da persona a persona”.

Nell’invitare il consumatore italiano a non farsi ingiustificatamente coinvolgere dalla psicosi, Confagricoltura ribadisce l’urgenza d’adottare, come individuato dal tavolo di filiera specifico
interventi, oggi più che mai urgenti, finalizzati a far uscire il settore dalla crisi.

Il consumo nazionale di carne suina fresca e trasformata, è ammontato nel 2007 a 1,867 milioni di tonn, con una crescita dell’1,8% rispetto al 2006.

Il consumo pro-capite, è quindi risalito ad oltre 33 kg.

La dinamica del comparto carni suine fresche ha manifestato una domanda interna molto importante: 3,5%. Anche per i salumi la domanda interna è continuata a crescere ( 0,7%) rispetto a
quella del 2006.

Il consumo pro-capite di carne fresca è salito a 12,8 chilogrammi (756 mila tonnellate), quantitativo che ha permesso di portare a quasi il 24% la propria incidenza sul consumo
complessivo delle carni fresche.

In merito alla componente complessiva dei salumi, la disponibilità totale per il consumo nazionale è stata nel 2007 di 1,111 milioni di tonnellate (al netto del saldo
import-export e scorte), ripartendosi sulla popolazione secondo il dato medio di 18,7 kg pro-capite.

Nel 2008 si è verificata una contrazione dei consumi rispetto al 2007 del 3,5%. Allo stesso modo il consumo pro capite è sceso del 4,9%

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