Influenza A: oltre al virus, si diffondono fobie ed ossessioni

Influenza A: oltre al virus, si diffondono fobie ed ossessioni

L’influenza A sta prendendo piede massicciamente anche in Italia ed i cittadini reagiscono manifestando dubbi e paure, a volte consci, a volte non confessati ma rivelati da comportamenti
fobico-ossessivi.

Questo è quanto emerge da un sondaggio su 2000 persone condotto dall’EURODAP (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e pubblicato sul suo sito online ( www.eurodap.it ).

Secondo gli psicologi il 50% degli intervistati ha dichiarato di non temere il virus H1N1 ma le loro successive risposte hanno manifestano una psicosi da pandemia nascosta sotto l’apparente
calma.

Spiega la dottoressa Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta e presidente dell’EURODAP: “Queste persone stanno mettendo in atto comportamenti di controllo, nell’illusione di poter gestire
l’ansia che la paura dell’epidemia influenzale sta alimentando”.

Tra i segnali di paura più evidenti ci sono comportamenti come il rivolgersi al medico per poche linee di febbre o cercare sul web notizie e metodi di difesa contro l’influenza A.
Sebbene in teoria corretti, tale modalità d’azione possono degenerare, specialmente in soggetti ansiosi, sfociando in forme fobiche ed ossessive,

La dottoressa riporta così casi di uomini e donne che rifiutano di stringere le mano, di frequentare luoghi affollati (come cinema o palestre), di toccare oggetti sospetti, addirittura
d’incontrare amici e parenti. “E’ tutto ciò genera un alto grado di stress con conseguenti disagi sia da un punto di vista organico sia psicologico”.

Secondo la psicologa, il giusto atteggiamento deve vedere l’equilibrio di attenzione e serenità, in modo da combattere alti livelli di stress (tra l’altro capace di indebolire il sistema
immunitario). Perché “Sicuramente dobbiamo seguire i comportamenti suggeriti dall’Organizzazione mondiale della sanità e dai medici, ma ossessivizzarli non ci proteggerà di
più. Deteriorerà unicamente la nostra qualità di vita”.

Matteo Clerici

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