Influenza A, le satistiche sono inaffidabili

Influenza A, le satistiche sono inaffidabili

Data l’ampia diffusione del virus H1N1 le statistiche sul numero di malati sono relativamente inaffidabili.

Questa è l’opinione del dottor Giovanni Rezza, capo del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che spiega: “Sappiamo che i casi di Nuova
influenza sono molti di più rispetto a quelli registrati e inseriti nelle statistiche degli enti internazionali di monitoraggio come l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) o
il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Il maggior numero di casi registrati, ad esempio, in Germania è dovuto al fatto che i laboratori ne hanno
censiti di più”.

Il dottor Rezza afferma come il problema sia principalmente legato a limiti umani e scelte tecniche. Le indagini sul numero di infetti da influenza A sono fatte a campione, per non
sovraccaricare le strutture sanitarie. Molto è lasciato alla discrezione del singolo laboratorio, che decide “di per sè” quanti test effettuare.

Inoltre, il medico invita ad osservare le statistiche nella loro completezza. 


Mentre infatti i media danno spazio alla diffusione del virus H1N1 ed ai morti da esso causati, le guarigioni ed i casi “dolci” sono piuttosto sottostimati.
Come precisa il dottor Rezza, “Tutti quelli che non sono morti nella stragrande maggioranza dei casi sono guariti”. Osservando perciò le stime degli Ecdc, in Europa, su 48.269 contagi da
influenza suina i morti sono stati 120. Molte delle vittime (come il 51enne di Napoli) presentavano un quadro clinico già debilitato prima della comparsa della pandemia. In ogni caso, si
può dire come dall’aprile scorso almeno 48mila persone, contagiate dall’ influenza A, sono guarite.

E allora le statistiche assumono un altro significato.

Matteo Clerici

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